Ci sono sere in cui il respiro di una città intera sembra farsi un unico battito, un’armonia di cuori che cercano rifugio e senso sotto lo stesso sguardo. È accaduto ieri sera nella Chiesa dell’Immacolata, dove la comunità crotonese si è ritrovata, gremita e commossa, per la Solenne Celebrazione Eucaristica che ha aperto il mese giubilare in onore della Beata Vergine di Capocolonna.
Dopo la vibrante emozione della “Calata” avvenuta in mattinata, il popolo si è stretto attorno al suo pastore, S.E. Rev.ma Mons. Alberto Torriani, in un clima di profonda sacralità che segna l’inizio di un Anno Settennale atteso e prezioso.
L’omelia di Mons. Torriani non è stata un semplice rito, ma un richiamo viscerale a riscoprire le radici di un’identità nuova. Partendo dal cammino di Paolo ad Antiochia, l’Arcivescovo ha scosso le coscienze, invitando i fedeli a non vivere la festa come una «semplice ripetizione di tradizioni» o, peggio, come un «rifugio superstizioso».
«Dio non è un talismano religioso – ha ammonito con forza il presule – ma il Dio che vince il male con l’amore». Il richiamo è alla conversione vera, a quel “passaggio” pasquale che trasforma la paura in coraggio e il fallimento in vita nuova.
Al centro del mistero c’è Lei, la Vergine di Capocolonna. Maria non è una figura ai margini, ma colei che ha attraversato la notte della Croce rimanendo nella fiducia. Mons. Torriani ha voluto sottolineare il ruolo della Madre come guida: «Maria non si sostituisce a Gesù, ma ci conduce a Lui».
Quel «Fate quello che vi dirà», pronunciato alle nozze di Cana, risuona oggi per Crotone come un mandato perentorio: ascoltare, fidarsi, obbedire. È l’invito a un «salto di qualità nella fede» che l’Anno Settennale esige da ogni credente.
Con parole cariche di empatia, l’Arcivescovo ha ricordato come Dio agisca spesso proprio quando, umanamente, tutto sembra perduto. Come per Abramo o per gli sposi di Cana, il Signore «mette sottosopra tutto ciò che si pensava» per portare la vita.
«Coloro che si abbandonano a Lui – ha concluso Mons. Torriani – diventano, con stupore, una benedizione per gli altri». Ed è proprio questo l’augurio per Crotone: che questo mese di maggio non sia solo un tempo di candele e fiori, ma l’inizio di un cammino in cui ogni cittadino, sotto lo sguardo della sua “Mamma”, possa riscoprirsi testimone credibile di una speranza che non muore.
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