Si accende uno scontro frontale attorno alla gestione e alla fruizione della Piscina Olimpionica cittadina. A sollevare una forte protesta formale sono i genitori degli atleti agonistici della ASD Kroton Nuoto, che denunciano una pesante escalation dei costi d’uso degli spazi acqua approvata dall’Amministrazione comunale.
Nel mirino delle famiglie è finita la Delibera di Giunta n. 323 del 7 settembre 2026, con cui il costo orario per l’utilizzo delle corsie dedicate alle società agonistiche locali è stato fissato a 35 euro l’ora, determinando un impatto economico ritenuto insostenibile da società e utenti.
In una nota dettagliata, i genitori mettono in fila i numeri di una progressione tariffaria definita “fuori misura”. Se nel tariffario in vigore nell’ottobre 2025 una società affiliata alla FIN con sede a Crotone poteva riservare una corsia in vasca lunga per sei giorni a settimana (due ore al giorno) con un canone fisso di circa 300 euro al mese per un massimo di 10 atleti, i passaggi successivi hanno stravolto la sostenibilità del servizio.
Con l’introduzione della prima tariffa oraria a 16 euro, il costo mensile per la medesima frequenza era salito a 768 euro (con limite ridotto a 8 atleti per corsia). Con il recente adeguamento a 35 euro l’ora, la spesa complessiva per singola corsia raggiunge ora quota 1.680 euro al mese: un incremento del 119% rispetto all’ultimo scaglione e un aumento complessivo del 460% rispetto alla base di partenza del 2025.
Per le famiglie il costo del solo “spazio acqua” per singolo atleta passa così da circa 30 euro mensili agli attuali 210 euro, prima ancora di sommare le spese per tecnici, preparatori atletici e tesseramenti.
Ad alimentare le perplessità dei genitori è l’assetto gestionale convenzionato tra l’Ente e la Federazione Italiana Nuoto. L’accordo Comune-FIN prevede infatti che la termogestione, il riscaldamento, i consumi idrici e l’energia elettrica restino con contratti intestati e pagati direttamente dal Comune di Crotone.
«Non siamo di fronte a un gestore privato che deve coprire integralmente le bollette e ammortizzare le utenze rivendendo le corsie», osservano i genitori. «Ci chiediamo quali costi effettivi debba coprire una cifra di 35 euro l’ora per corsia, dal momento che le spese primarie rimangono a carico della collettività. A questo si aggiunge la cancellazione delle storiche agevolazioni riservate alle ASD crotonesi».
La protesta evidenzia inoltre marcate sperequazioni economiche con le altre strutture comunali: se nell’impianto dell’atletica leggera sono previste formule mensili da 60 o 100 euro per gruppi sportivi, e per il calcio dilettantistico giovanile le tariffe si attestano sui 300 euro mensili comprensivi di gare e allenamenti, per il nuoto agonistico la spesa risulta sproporzionata.
Una contraddizione che appare ancora più acuta alla luce dell’istituzione del Centro Federale di Alta Specializzazione: «La stessa delibera richiama tra le sue finalità la promozione dello sport agonistico e la creazione di un polo di formazione per i giovani del territorio. Nei fatti, la struttura nata per sostenere l’agonismo rischia di soffocare le realtà locali già esistenti. Non chiediamo privilegi o gratuità, ma trasparenza, coerenza e sostenibilità affinché il Centro Federale sia un valore aggiunto e non un aggravio per le famiglie».
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