Trasformare la pena in riscatto umano e l’esperienza detentiva in una testimonianza artistica capace di superare le mura del carcere. È stato presentato questa mattina, nella Sala Consiliare “Falcone e Borsellino” del Comune di Crotone, il progetto culturale e sociale “VinOli – Professione Pittore”, un’iniziativa promossa dalla Casa Circondariale di Crotone con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e dedicata alla figura e alle opere di Vincenzo Oliveri, in arte “VinOli”.
L’evento punta a far riemergere e restituire alla comunità cittadina una preziosa collezione di venti tele realizzate dall’artista durante il suo periodo di reclusione nell’istituto pitagorico e finora custodite all’interno della struttura. Una vicenda umana segnata da fragilità e momenti di buio, nella quale la pittura ha rappresentato uno spazio autentico di elaborazione, ricerca ed espressività.
A chiarire lo spirito dell’iniziativa è la direttrice della Casa Circondariale, Mariastella Fedele, che ha raccontato la genesi dell’evento: «Era giusto spiegare le ragioni che hanno portato ad organizzare questo evento e raccontare com’è nato. Ha messo in moto una macchina non solo dal punto di vista burocratico e organizzativo, ma soprattutto umano: il lato carcere, il lato Comune e i nostri volontari si sono adoperati tutti per far vivere alla città qualcosa che è stato lasciato in eredità. Un tesoro nascosto, come ci piace definirlo». La direttrice ha poi ricordato come i quadri accompagnino l’osservatore «in quello che è stato il suo percorso di caduta e di rinascita, dimostrando come anche nei momenti di buio fosse possibile trovare la luce».
Sull’importanza del riscatto sociale e sul legame con il territorio si è soffermato il comandante della Polizia Penitenziaria, Claudio Caruso: «Vogliamo riportare all’attenzione della città una storia poco conosciuta che merita di essere raccontata. La cosa più bella si trova sulla sua scheda personale di primo ingresso dell’epoca, dove alla voce “professione” c’è scritto “pittore”. Credo sia necessario far risaltare gli elementi positivi della detenzione: anche in carcere si possono svolgere attività che fanno parte del bagaglio culturale della persona. Non si può parlare di carcere soltanto quando succede qualcosa di sbagliato, perché il carcere è parte integrante della città».
Un impegno accolto con forza dall’Amministrazione comunale attraverso l’assessore alle Politiche Sociali, Maria Lucia Cosentino: «Ho voluto fortemente patrocinare questa iniziativa perché ritengo che sia un dovere delle istituzioni interessarsi della casa circondariale e dei nostri detenuti. Quando il comandante mi ha proposto di far conoscere i quadri di questo ex detenuto, ho detto subito di sì. Riconsegniamo alla città delle opere meravigliose e non parliamo solo dell’ex detenuto, ma dell’artista VinOil».
Come spiegato dal funzionario contabile della struttura penitenziaria, Cinzia Sapienza, l’esposizione si articolerà in tre giornate all’interno dell’istituto: «Il 30 settembre la mostra sarà riservata alle autorità e alla stampa, il primo ottobre sarà aperta alle scuole con la partecipazione del maestro Gerardo Sacco, mentre il 2 ottobre sarà allestita per i detenuti. Venti quadri bellissimi, ricchi di colore ed emozioni, ciascuno accompagnato da una didascalia che ne spiegherà la storia».
L’evento di settembre rappresenta tuttavia soltanto la prima tappa di un percorso destinato ad allargarsi. L’assessore Cosentino ha infatti confermato la volontà di portare successivamente l’esposizione fuori dal carcere: «Quello che vorrei fare è portare questa mostra all’interno della casa comunale per renderla fruibile a tutta la cittadinanza».
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