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Il Volpone: Si parla di unità ma ognuno tira l’acqua al suo mulino

Pubblicato il 14 febbraio 2016 alle 16:45







Si lavora, procedono gli incontri pubblici e segreti.
Reciproci appelli all’unità ma ognuno, sotto sotto,si attrezza per le primarie.










Grillo proposto da Mellace non trova l’appoggio sperato, specie tra gli oliveriani crotonesi, al punto tale che Gaetano Grillo ha pubblicamente dichiarato di non volere partecipare alle primarie.
Sotto sotto chi è pronto a prendere il posto di Grillo è proprio Mellace che in giro pare vada dicendo: “Perché non potrei candidarmi io” ?
Sullo sfondo, anche le donne dem si stanno muovendo.
Anna Melillo pare stia accarezzando l’idea, sulla stessa linea sembrano anche Anna e Paola Curatola.
Intanto, il tempo passa inesorabile e la data si avvicina….ogni giorno di più.
C’è poi il blocco improvviso del confronto con i democratici, non si sa bene per quali motivi ma non si esclude che l’alt sia partito direttamente da Roma.
Sul piano locale c’è molta irritazione per le ultime affermazioni di Sculco.
I dem crotonesi hanno rimandato al mittente, attraverso il sindaco Vallone,  il tema del rinnovamento sbandierato da Sculco.
Per il sindaco, “il rinnovamento che si anela deve essere culturale e non anagrafico” anche perché ha fatto capire Vallone, al Chicco di Grano,  non si brilla certoper rinnovamento.
Basta dare uno sguardo ai nomi che circolano, un lungo elenco di uomini e donne  che hanno già avuto ruoli alcuni dei quali protagonisti importanti nel recente passato.
Come dire, avete avuto la vostra occasione e l’avete sprecata.












 Se gli oliveriani si stanno muovendo alla ricerca di un proprio candidato, tutto tace invece nel gruppone renziano di Vallone, Pantisano, Mole,, Contarino Esposito ed altri, qualcuno dice che stanno lavorando ad una candidatura unica su cui confluire tutti.








Per finire sembra oramai consolidato il rapporto con Dorina Bianchi che avrebbe già pronte due liste.
Per il resto bisogna solo attendere.
Le strade sono tre, primarie interne al PD, di coalizione da tenersi il 6 marzo ed infine la strada più difficile, ma quella che potrebbe ricompattare il partito, ovvero quella dei 3/5 dell’Assemblea che indica una via diversa di scelta del candidato è che potrebbe essere appunto indicato dal 60% dell’assemblea stessa.
A quel punto le primarie non si terrebbero più e Crotone si allineerebbe a Cosenza dove si sta lavorando ad una soluzione che scongiuri il ricorso alle primarie.

















Manica Gioielli

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Redazione WeSud