Cronaca

VIDEO | Operazione “Scipione”, scoperto traffico di droga: “i clan messinesi si approvvigionano in Calabria”

Si rifornivano di droga dalle ‘ndrangheta e decidevano i quantitativi all’interno della paninoteca di uno degli arrestati Angelo Albarino, che insieme a Giuseppe Selavggio, poi divenuto collaboratore di giustizia, erano i promotori di un più ampio gruppo criminale che la distribuiva a Messina. E’ quanto emerge dall’operazione Scipione dei carabinieri che ha portato all’arresto di 19 persone. A rifornire Messina era la cosca “Morabito-Bruzzaniti-Palamara” di Africo Nuovo (Rc), che assicurava la consegna a domicilio, su base settimanale, di carichi di cocaina e marijuana. L’individuazione dei fornitori calabresi, identificati nei fratelli Salvatore e Costantino Favasuli e nel loro cugino Giovanni Morabito (quest’ultimo nipote del capo cosca di Giuseppe Morabito, soprannominato “tiradritto”) è stato possibile grazie al monitoraggio della paninoteca di Albarino. All’interno del locale avvenivano difatti le trattative. La droga veniva quindi trasportata ogni settimana dalla Calabria a bordo di autovetture con doppi fondi; il trasporto era effettuato dai calabresi, i quali garantendo la consegna a domicilio, pretendevano una maggiorazione sul prezzo di vendita. Albarino e Selvaggio curavano poi la successiva distribuzione del narcotico attraverso una rete di pusher, mentre i fornitori calabresi rifornivano anche altri gruppi di spacciatori messinesi facenti capo a Salvatore Santo, deceduto nel 2019 in carcere, e a Alessandro Duca. In Calabria lo stupefacente veniva seppellito nella sabbia dell’arenile di Africo Nuovo (Rc), contrassegnando i punti dove era occultato con degli appositi segnali.”C’era un rapporto di collaborazione molto consolidato tra ‘ndrangheta calabrese e la criminalità messinese per lo spaccio della droga. La particolarità dell’attività di spaccio era quella della consegna della droga direttamente a Messina a domicilio da parte dei calabresi con delle trasferte cadenzate”. A dirlo stamani il procuratore aggiunto di Messina Rosa Raffa durante la conferenza stampa relativa all’operazione “Scipione” dei carabinieri che ha portato all’arresto di 19 persone. “Messina – ha aggiunto il Pm – si conferma ormai sempre più un mercato di distribuzione rilevante e queste indagini miravano a scoprire come avveniva l’approvvigionamento in Calabria della droga (ANSA).