Cronaca

VIDEO | Maxi operazione della Polizia di Stato contro la ‘ndrangheta del crotonese: la conferenza stampa

Era programmato per questo Natale uno degli omicidi di mafia che l’indagine della Dda di Catanzaro ha sventato stamane con i fermi dell’operazione “Tisifone”. Nel provvedimento eseguito questa mattina gli inquirenti spiegano infatti che le “esigenze cautelari speciali” applicate agli indagati sono dettate dalla “necessita’ di interrompere una pericolosa progressione criminosa che prevede l’eliminazione fisica di autorevoli rappresentanti dell’organizzazione di ‘ndrangheta isolitana, da parte di clan contrapposti, con le conseguenze – avvertono gli inquirenti – che si possono facilmente immaginare, considerata la storia di quel territorio”.
Nell’atto firmato dai pm della Dda, si parla della “programmazione dell’omicidio in danno di Salvatore Capicchiano”. Dagli atti dell’ordinanza emerge che gli indagati hanno in diverse circostanze fatto riferimento alla scadenza del prossimo Natale per l’esecuzione del feroce delitto programmato, “sia dalla parte della cosca Nicoscia sia dalla parte della stessa famiglia Capicchiano”. Nelle intercettazioni, si legge, “gli stessi protagonisti della vicenda sottolineavano il fatto che era da circa un anno che l’azione era stata rimandata e non più differibile”.Fra gli episodi documentati dagli inquirenti nell’ambito dell’operazione “Tisifone” con cui la squadra mobile di Crotone e lo Sco della Polizia hanno bloccato lo scoppio di una faida fra i clan del Crotonese c’e’ anche la celebrazione di diversi riti di affiliazione alla ‘ndrangheta . Secondo quanto emerso, ai riti di affiliazione dei nuovi adepti hanno partecipato, seguendo precisi rituali, i vertici delle cosche del Crotonese: Grande Aracri, Arena, Gentile, Lentini, Megna.
Gli inquirenti hanno documentato anche gli affari tra i Nicoscia la cosca Megna, fra cui l’estorsione e l’imposizione di un servizio di sicurezza e guardiania ai danni di un locale di Le Castella, nota localita’ turistica della costa ionica.