Cronaca

VIDEO | L’ultimo saluto alla giovane somala morta a seguito delle violenze subite in Libia

Riposa nel cimitero di Papanice, Neima, la giovane somala morta in seguito alle violenze e alle torture subite in Libia.
Una giovane vita i cui sogni sono stati spezzati dalla cattiveria umana.
Neima era sbarcata da una delle tanti navi che quotidianamente raccolgono migranti in mare, era incinta, e sofferente per le innumerevoli torture e violenze subite lungo le coste libiche mentre attendeva di imbarcarsi.
Una volta a terra, il trasferimento al campo profughi, il conseguente ricovero in ospedale.
Negli occhi e nel fisico il dolore, nel cuore il desiderio di offrire una vita diversa alla piccola che darà alla luce prima di morire, questo quanto raccontano coloro che l’hanno conosciuta.
Le esequie si sono svolte questa mattina, grazie all’impegno profuso dal Comune di Crotone.
Ad accompagnarla, nel suo ultimo viaggio terreno, dall’obitorio del San Giovanni di Dio a Papanice, semplici cittadini, volontari di associazioni che operano sul territorio (Agorà, On the Road, Croce Rossa, Libera) la delegazione mussulmana di Crotone rappresentata dall’Imam Kaleb e alcuni componenti della comunità somala di Lamezia Terme.
Un ultimo saluto, caratterizzato da due diversi momenti.
Un funerale celebrato con il rito cattolico e musulmano, accompagnato dal canto dello Shining Voices Gospel Choir.
Un canto che si è trasformato in preghiera, in segno di unità, affinché come è stato sottolineato dall’Imam Kaleb, dai sacerdoti Don Pasquale Aceto, Don Francesco Gentile, Don Luca Greco e dal Diacono Pino Sestito si possa camminare insieme per la costruzione di un mondo migliore.
Intense e cariche di speranza le riflessioni che si sono succedute prima della tumulazione.
Una morte, quella di Neima, che graffia la coscienza di tutti, davanti alla quale non si poteva e non si può restare indifferenti.