Cronaca

VIDEO | Isola Capo Rizzuto (KR), 19enne addescata sui social e costretta a prostituirsi denuncia i suoi aguzzini, 7 arresti

Adescavano le loro vittime sui social con la promessa di una vita migliore, invece una volta giunte in Italia venivano costrette a prostituirsi e a subire violenze di ogni genere.
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È quanto accaduto ad una giovanissima rumena, che ha trovato il coraggio di varcare la soglia della Tenenza di Isola Capo Rizzuto (KR), con l’aiuto di una connazionale, e denunciare quanto era costretta a subire.

La giovane ai militari ha raccontato che con la falsa promessa di amore eterno e di una vita migliore, una volta giunta in Calabria, dopo qualche settimana è stata costretta a prostituirsi in appartamenti e su strada, in luoghi fatiscenti, nel comune di Isola Capo Rizzuto e a Crotone.

Una denuncia che ha consentito di smantellare un’associazione criminale in embrione

Sette le persone tratte in arresto ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione nei confronti di donne straniere provenienti dall’Est-Europa, violenza sessuale, lesioni personali e minaccia aggravati.
I reati sono stati commessi da maggio 2018 a gennaio 2019.

In carcere sono finiti due fratelli rumeni: Dragoi Sebi Costel, 23 anni e Dragoi Aurel Petrica, 25 anni.

Arresti domiciliari per Alexandra Galion, 19 anni, compagna di Dragoi Aurel Petrica, anche lei costretta a prostituirsi e in attesa di un bambino.

Ai domiciliari anche i tre italiani che avevano il compito di accompagnare la ragazza sui luoghi in cui doveva prostituirsi, si tratta di : Vito Vallone 48 anni, Cristofalo Giovanni 82 anni, Verterame Francesco Carmine, 63 anni tutti nati ad Isola Capo Rizzuto.

Risulta invece irreperibile il padre della compagna di Dragoi Aurel Petrica, Florin Galion.

Le vittime preferite, dal sodalizio criminale, giovani donne in stato di difficoltà, degrado familiare e giovane ragazze madri che avevano necessità di accudire i propri figli.

I termini dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa, presso il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri dal tenente colonnello Alessandro Colella, Comandante provinciale dei carabinieri, dal capitano Francesco Esposito, comandante della Compagnia di Crotone e dal comandante della Tenenza di Isola Capo Rizzuto, tenente Gabriele Migliano.

Nel corso delle indagini, è stato reso noto che sono state individuate altre due persone di nazionalità italiana, responsabili del reato di tentato furto, e un minorenne responsabile del reato di detenzione illegale e vendita di
arma da fuoco clandestina.