Cronaca

VIDEO | Crotone, un anno dopo la città ricorda il sacrificio di Giuseppe Parretta

Una messa a suffragio e una fiaccolata per non dimenticare il sacrificio di Giuseppe Parretta, il 18enne ucciso, il 13 gennaio del 2018 da Salvatore Gerace con quattro colpi di pistola, sotto gli occhi della madre Caterina Villirillo, dei due fratelli e della fidanzata.
Una fiaccolata per ricordare alla città che non può esserci rassegnazione, così come ha sostenuto Don Serafino Parisi, nella sua omelia. Una commemorazione che è caduta nel giorno in cui la Chiesa ricorda il Battesimo di Gesù che conclude il tempo liturgico del Natale. Un tempo, ha ricordato Don Serafino, che “spinge a rompere la solitudine e a creare comunione. Un’altra realtà, rispetto a quella della rassegnazione, in cui la città sembra essere caduta, è possibile. Occorre uscire reagire, così come accadde all’indomani della morte di Giuseppe. Occorre – ha sostenuto Don Serafino – essere uniti per migliorare la società, per dare speranza, perché un’altra realtà è possibile. Giuseppe con il suo sacrificio ha donato se stesso. Un gesto, quello compiuto da Giuseppe – ha sostenuto il parroco del Duomo – di donazione, quando nessuno se lo sarebbe aspettato”. Al termine della celebrazione eucaristica, in piazza Duomo, sono state poi distribuite le candele e si è snodata per le vie del centro storico una fiaccolata silenziosa che si è conclusa in via Ducarne, dove sono state scoperte due targhe.
“Basta armi, basta guerre”, recita la prima, voluta dalla Scuola Pitagorica e Libere Donne. Sull’altra targa, voluta e realizzata dai ragazzi, è riportata una frase che Giuseppe ripeteva spesso e sulla quale occorre riflettere: “Dobbiamo imparare a stringerci più forte negli abbracci, a baciare con più calma, e a dire più spesso quello che proviamo alle persone che amiamo, perché non si sa mai quand’è l’ultima volta”.