Alcune opere non chiedono soltanto di essere guardate, ma esigono di essere ascoltate nel loro silenzio. Nella Casa Circondariale di Crotone si è aperta la mostra «VinOli – Professione Pittore»: un’esposizione che va ben oltre il semplice evento artistico per trasformarsi in un viaggio profondo nell’anima. Venti tele riaffiorate dall’ombra che custodiscono, tra pennellate materiche e sfumature di luce, la storia di Vincenzo Oliverio, un uomo che ha trovato nella pittura uno spazio di autentica riflessione e riscatto.
Un patrimonio di rara intensità espressiva, restituito alla comunità grazie a una visione illuminata e corale. Promossa dalla Dirigente dell’istituto penitenziario, Dott.ssa Mariastella Fedele, e dal Comandante di Polizia Penitenziaria, Commissario Capo Claudio Caruso, l’iniziativa ha trovato il patrocinio e l’intenso sostegno del Comune di Crotone.
«Trovarsi davanti alle opere di Vincenzo Oliverio significa compiere un viaggio dentro una storia humana prima ancora che artistica», ha sottolineato l’Assessore alle Politiche Sociali, Maria Lucia Cosentino. «Una persona non può essere racchiusa soltanto nella propria storia giudiziaria: esistono sensibilità, talento ed emozioni capaci di parlare agli altri». L’Assessore ha inoltre annunciato la volontà dell’amministrazione comunale di lavorare per trasformare la mostra in un percorso itinerante, portando le tele di VinOli fuori dall’istituto, in diversi luoghi della città.
La struttura dell’evento si articola nell’arco di tre giornate, aprendo le porte del carcere al mondo dell’informazione, alle scolaresche e all’intera comunità penitenziaria. Un ponte concreto tra il dentro e il fuori, dove l’arte diventa strumento di relazione e abbattimento dei pregiudizi.
A testimoniare l’importanza di questo cammino e la vicinanza delle istituzioni, l’incontro ha visto la presenza autorevole dei vertici provinciali delle Forze dell’Ordine e dei Corpi dello Stato: il Questore di Crotone, Renato Panvino, il Comandante della Capitaneria di Porto, Pasquale Mazza, il Comandante del Nucleo Mobile della Guardia di Finanza di Crotone, Maggiore Francesco Ranieri, e il Comandante dei Vigili del Fuoco, Antonio Summa e il garante comunale dei detenuti Leo Sulla.
Accanto a loro, profonda è stata la partecipazione della comunità penitenziaria e della Chiesa locale con il cappellano don Oreste Mangiacapra e una folta delegazione dell’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria (ANPPe).
A sostenere l’iniziativa con passione e riconosciuta professionalità è stata anche Luciana Marino, dell’Enoteca Marino, che ha contribuito in modo determinante alla curatissima realizzazione dell’evento.
Essenziale per la crescita del progetto è stato il lavoro dell’Area Educativa della struttura, rappresentata dalla Dott.ssa Giusy Biscuso, che ha ricordato come il dipingere rappresentasse per Oliveri una vera e propria finestra di libertà interiore.
Cuore scientifico e narrativo della mostra è il meticoloso lavoro condotto dal giovanissimo curatore, il Dott. Roberto Spanò, che insieme a Tonino D’Urso ha raccolto e catalogato l’intera produzione in un volume che ne preserva la memoria. Ciascuna delle venti tele richiede uno sguardo lento: nelle trame cromatiche di VinOli la pittura si riappropria della sua natura più autentica, facendosi cura e dignità.
L’incontro ha vissuto momenti di profonda commozione grazie ai contributi dei medici del servizio sanitario — la Dott.ssa Lucrezia Bruno, il Dott. Giuseppe Palucci e il Dott. Paolo Sesti — che, avendo conosciuto personalmente Vincenzo Oliveri durante la sua permanenza in istituto, hanno portato una testimonianza diretta e toccante sul valore terapeutico e umano dell’espressione artistica nella gestione della sofferenza della reclusione.
A sottolineare il valore dell’iniziativa sono giunti anche i saluti della Dott.ssa MariaLuisa Mendicino in rappresentanza del Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria di Catanzaro, che ha elogiato con calore l’operato e le numerose azioni messe in campo dalla dirigenza della Casa Circondariale di Crotone, che in passato ha diretto, per avvicinare la società civile al mondo carcerario e superare ogni forma di diffidenza o riluttanza.
A sigillare l’evento, le parole della Presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Concettina Epifanio, che ha richiamato il senso costituzionale della pena e della rieducazione, dimostrando come anche dietro una porta chiusa possa nascere qualcosa capace di attraversare ogni barriera.
A sigillare il valore dell’iniziativa, le parole della Presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Concettina Epifanio, che ha richiamato il senso costituzionale della pena e della rieducazione, dimostrando come anche dietro una porta chiusa possa nascere qualcosa capace di attraversare ogni barriera.
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