Cronaca

VIDEO | Crotone, il Questore Gambino presenta i nuovi segni distintivi della Polizia di Stato

L’uniforme di oltre 98.000 poliziotti cambia aspetto, vestendo i nuovi distintivi di qualifica, disegnati dall’esperto di araldica professor Michele D’Andrea. Ieri, a Roma, presso il Palazzo della Consulta, la presentazione ufficiale da parte del Capo della Polizia Franco Gabrielli al Capo dello Stato e alle più alte cariche istituzionali nel corso di una cerimonia ufficiale.
Oggi, 12 luglio, sui diversi territori la presentazione da parte dei Questori.
A Crotone, il Questore di Crotone Massimo Gambino ha sottolineato che: “dopo 38 anni, la Polizia di Stato, in applicazione delle norme previste dalla legge 121, rivendicando l’identità personale come corpo di amministrazione civile ad ordinamento speciale, ha voluto darsi questa nuova veste con i distintivi di qualifica”. Ad accomunare passato e presente l’immagine, rivisitata stilisticamente, dell’aquila, emblema dell’Istituzione, che quest’anno compie 100 anni dalla sua prima apparizione sulle divise del Corpo della Regia Guardia di Pubblica Sicurezza risalente al 1919.
Ali spiegate, zampe libere e divaricate disposte ai lati della coda folta e stilizzata come il restante piumaggio, testa rivolta a sinistra ornata dalla corona murata di cinque torri, scudo sannito con il monogramma RI in petto. L’aquila continua ad esprime il legame identitario, il coraggio e la dedizione con cui quotidianamente ciascun poliziotto difende diritti e libertà.
Compaiono invece per la prima volta, a caratterizzare le diverse qualifiche: il plinto araldico, costituito da una barretta orizzontale di colore rosso che rappresenta la struttura portante di un edificio, per gli agenti ed assistenti; il rombo dorato, con il suo profilo fusiforme che ricorda la punta di una lancia simbolo del dinamismo operativo temperato dall’esperienza, per i sovrintendenti; la formella, alto esempio di architettura gotico-rinascimentale, richiamo alla bellezza ed all’eleganza proprie del patrimonio di civiltà e cultura del nostro Paese, per i funzionari.
I distintivi uguali per tutti i ruoli differenziano le funzioni tecnico-scientifiche, tecniche e le attività professionali attraverso il diverso colore delle mostreggiature.
Gambino ha poi sottolineato che “questa scelta di identità è determinata da non voler disconoscere gli altri organismi militari, a cui guardiamo sempre con rispetto. Dobbiamo però anche comprendere che siamo qualcosa di diverso dagli organismi militari. La scelta, quindi di eliminare: torri, stelle e quanto altro fosse un richiamo specifico all’ordinamento militare è stata una scelta specifica, sofferta, complessa a cui si è arrivati dopo un lungo percorso ma alla fine ci siamo riusciti”. In riferimento al ruolo del Questore il dott. Massimo Gambino ha ricordato che è, da un lato il capo della sua Polizia quindi il comandante della Polizia ma dall’altro il ruolo principale di Autorità di Pubblica Sicurezza. Un ruolo apicale per cui tutti gli organismi di Polizia dal punto di vista tecnico organizzativo dipendono dal Questore. Come ribadito, ieri, anche dal Capo della Polizia Franco Gabrielli questa diversità deve essere ribadita in modo certo e concreto, ovviamente c’è il coordinamento e lo fa il Questore tecnico mentre il Prefetto lo fa dal punto di vista politico”.
“Nuovi distintivi, ma, l’impegno resta quello di tutti i giorni – ha ricordato il Questore di Crotone – sottolineando che, la presentazione, dei nuovi distintivi, è diretta al cittadino che deve venire a conoscenza di questa novità, con cui bisognerà confrontarsi pian piano. La divisa ha ricordato ancora Gambino è riconoscibile, per il grado ci vuole un poco più di tempo, ma c’è la buona volontà di tutti perché questo avvenga. Ogni cambiamento non è facile – ha concluso il Questore – ancorarsi al passato, per qualcuno è qualcosa di importante, invece il Capo della Polizia Gabrielli ha voluto fortemente questo cambiamento, per via di un discorso di appartenenza e identità ancora più forte”.