I trattori sono tornati a posizionarsi nel cuore della rotonda di Passovecchio, punto nevralgico della viabilità crotonese, trasformando lo snodo stradale nel simbolo di un malessere che scuote ormai l’intera società. Dalle 7:00 di questa mattina, la mobilitazione promossa dal Movimento Popolare Nazionale, dal Gruppo Agricoltori del Crotonese e da numerose sigle regionali nell’ambito dell’iniziativa “L’Italia scende in piazza” ha preso forma, denunciando una crisi che non è più solo del mondo agricolo, ma rischia di travolgere le famiglie e i lavoratori di ogni settore.
A muovere il presidio non è soltanto la disperazione dei campi, ma una piattaforma di rivendicazioni a tutto campo. In cima alle preoccupazioni c’è il costo stellare del gasolio, schizzato a livelli insostenibili per chi lavora la terra e per chi trasporta le merci, con ricadute immediate sui listini della spesa. A questo si aggiungono le denunce sull’aumento dei ticket sanitari, che minano il diritto alla cura, e i rincari dei trasporti pubblici per i giovani studenti.
«Chiediamo un prezzo equo del gasolio agricolo – dichiara perentorio Pietro Magna, organizzatore della protesta e componente del Gruppo Agricoltori del Crotonese –. Il carburante alla colonnina non può stare a 2,40 euro. Se aumenta il gasolio, schizzano alle stelle tutti i beni di prima necessità. Non vogliamo più essere il bancomat dello Stato, pretendiamo di poter lavorare e portare un pezzo di pane a casa».
Nonostante la determinazione dei presenti, tra le fila dei manifestanti serpeggia una forte delusione per la ridotta risposta della popolazione locale. Gli organizzatori hanno infatti rimarcato come la battaglia di Passovecchio non sia una rivendicazione di categoria, ma una tutela collettiva contro il carovita che svuota le tasche di tutte le famiglie.
L’azione di forza a Crotone – che proseguirà per tre giorni a partire da oggi e che si inserisce in una rete di presidi attivi da Rosarno a Pizzo, da Firmo/Sibari a Cariati, fino al blocco permanente a Davoli Marina – rappresenta la prima tappa di un percorso di mobilitazione che farà da apripista sia al fermo generale dei trasporti del 9 ottobre sia al grande corteo regionale in programma il 10 ottobre a Cosenza, in Piazza Loreto.
«In quella sede – concludono i promotori – contiamo di superare le 5.000 presenze. Il Governo nazionale deve comprendere che il Paese sta vivendo una vera e propria guerra economica e ha il dovere primario di salvaguardare i propri cittadini».
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