Scatta il conto alla rovescia per uno dei nodi occupazionali più delicati e complessi della Calabria. Manca ormai meno di una settimana al tavolo di confronto regionale — chiesto unitariamente da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil e Ugl Telecomunicazioni — che vedrà di fronte la Regione Calabria e i vertici dell’azienda Konecta R.
Al centro della discussione c’è l’andamento e la tenuta del progetto di digitalizzazione delle cartelle sanitarie, la vertenza che vede coinvolti i 650 lavoratori ex Abramo Customer Care. Con la scadenza di dicembre ormai alle porte e il termine imminente degli ammortizzatori sociali, la tensione tra le tute blu del settore e le istituzioni è salita ai livelli di guardia.
In una nota unitaria, le segreterie regionali hanno espresso forte preoccupazione e la volontà di pretendere risposte chiare: «È un confronto incrociato che da tempo chiediamo per capire definitivamente in cosa consiste il piano di rilancio aziendale di cui si parla ormai da qualche mese e che ruolo avrà da svolgere la Regione Calabria. 650 famiglie calabresi attendono ormai da mesi che tanti nodi vengano sciolti».
I sindacati mettono sotto accusa in particolare l’assenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MiMIT): «Metteremo la Regione Calabria e l’azienda Konecta R di fronte alle loro responsabilità, ma come al solito il grande assente sarà il MiMIT. Da mesi attendiamo la convocazione del tavolo di monitoraggio ministeriale: dove sono quei Ministri che sventolavano il vessillo del progetto pilota calabrese? Quel progetto innovativo tanto celebrato, che doveva essere capofila ed esempio per le altre regioni italiane, come mai non viene più supportato col rischio che fallisca definitivamente?».
Tra i punti oscuri sollevati dalle organizzazioni sindacali c’è anche la recente gara d’appalto indetta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) in materia di digitalizzazione, arrivata quattro mesi dopo l’accordo del 19 dicembre scorso, la quale — denunciano le sigle — non offrirebbe garanzie per i lavoratori appena contrattualizzati da Konecta R.
Una contraddizione palese, evidenziano i sindacati, specialmente alla luce delle ultime dichiarazioni dell’AD di Tim e presidente di ASSTEL sui rischi di esubero nell’indotto dei contact center e sulla necessità di riqualificare il personale proprio verso la Pubblica Amministrazione digitale: «Noi in Calabria lo abbiamo fatto: non dovrebbe essere il Ministero a supportarne l’evoluzione?».
Di fronte allo stallo istituzionale e al rischio concreto che centinaia di lavoratori rimangano privi di copertura reddituale con l’arrivo dell’inverno, la posizione dei rappresentanti dei lavoratori si fa durissima.
«Il tempo delle attese sta finendo» concludono i rappresentanti di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni. «In assenza di risposte concrete e di garanzie sul futuro occupazionale, metteremo in campo, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, ogni iniziativa di mobilitazione e di lotta sindacale necessaria a difendere i 650 posti di lavoro degli ex dipendenti Abramo, oggi Konecta R. Nessun posto di lavoro deve andare perso, nessuno deve restare indietro. Dobbiamo generare nuovamente quel circolo virtuoso che consenta di mettere al sicuro il futuro di queste 650 famiglie calabresi e tracciare la strada per la stabilizzazione di tutto il settore dei call center che in Calabria occupano oltre 4.000 addetti».
Seguici anche sul nostro canale
Telegram




