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Vertenza Abramo: la UIL non firma l’accordo e ne spiega le ragioni

Riceviamo e pubblichiamo

Il giorno 19 settembre, presso la sede aziendale nel comune di Settingiano, si sono riunite l’Abramo Customer Care e le OO.SS. con le RSU.
Il punto all’O.d.G. era la prosecuzione dei lavori per definire un percorso di stabilizzazioni.

La riunione si è conclusa con la mancata firma dell’accordo da parte della UILCOM-UIL.
Abbiamo, infatti, ritenuto inaccettabili le condizioni poste dall’azienda in merito ai criteri di scelta dei lavoratori e al numero degli stessi che “forse” saranno stabilizzati.

La UILCOM è stata chiara sin dal primo momento circa l’eccessiva distanza tra le nostre richieste e la proposta aziendale. Le richieste formulate dalla UILCOM erano e sono coerenti con quanto definito anche nei precedenti accordi sottoscritti unitariamente con SLC CGIL e FISTEL CISL.

Elementi centrale era ed è, per la UILCOM, la valorizzazione dei precari storici per dare dignità a tante donne e uomini che da troppi anni lavorano in azienda con la speranza di raggiungere la stabilizzazione dovuta.
Anche per non disperdere le professionalità acquisite ci siamo battuti per il riconoscimento dei diritti in una azienda che continua a far svolgere una quantità di lavoro supplementari e straordinario senza precedenti nel campo delle TLC.

Il documento firmato oggi è ben lontano da questi presupposti per noi da sempre imprescindibili e sui quali avevamo presentato una piattaforma unitaria.
Presupposti esplicitati nei precedenti accordi e confermati anche nel comunicato unitario del 9 settembre u.s. di cui riportiamo un breve ma significativo passaggio: “abbiamo più volte ribadito la volontà di addivenire ad un accordo che preveda innanzitutto la possibilità di richiamare esclusivamente tempi determinati che hanno già lavorato in Abramo, ma questo deve avvenire nella massima trasparenza, *seguendo una graduatoria chiara, secondo l’accordo firmato a febbraio e già sperimentato con successo in altre occasioni*”. Purtroppo questa condizione, per noi fondamentale, manca nell’accordo odierno ed era stato il motivo dell’interruzione del precedente incontro.

Nell’accordo stilato in data odierna si conferisce all’azienda la facoltà di scegliere, secondo le *proprie “esigenze tecnico-produttive*”, 60 lavoratori che hanno lavorato sulla commessa 191 nel sito di Crotone che verranno richiamati (o prorogati) sulla stessa attività con un contratto a termine (prorogabile fino al 30 settembre 2020) purché abbiano un’anzianità di servizio superiore a 18 mesi.
Quindi, tra i 60 scelti dall’azienda, potrebbero esserci lavoratori con soli 18 mesi di anzianità e senza carichi familiari, mentre, potrebbero essere esclusi lavoratori con molti anni di anzianità lavorativa e con carichi familiari.
Ma l’ulteriore beffa che potrebbero subire gli esclusi è che in questo bacino di 60 lavoratori (e quindi solo per la commessa 191) 15 verranno assunti con contratto a tempo indeterminato entro aprile 2020. La stabilizzazione, questa sì, avverrà stilando una graduatoria creata applicando due criteri: anzianità di servizio e carichi familiari ma solo se rientranti negli standard definiti esclusivamente dall’azienda.

Entro ottobre 2020 un ulteriore 20% di lavoratori tra quelli richiamati a tempo determinato (solo se impiegati sulla commessa 191) potrebbero essere assunti a tempo indeterminato se i volumi di traffico del primo semestre 2020 non subiranno decrementi rispetto all’ultimo trimestre 2019. E qui si pone un ulteriore problema. Infatti non viene definito alcun parametro certo sul quale fare una verifica né sui volumi di partenza, né su quali dovrebbero essere i decrementi che escluderebbero le ulteriori stabilizzazioni. È quindi sufficiente che l’azienda dichiari una riduzione dell’1% dei volumi per non stabilizzare nessuno di questi.
E’ stato solo convenuto, con affidamenti verbali, che verranno comunicati questi dati in seguito e, quindi, senza che possano incidere sulla validità  formale di questo accordo.

Sono previsti, inoltre, altri 120 contratti a tempo determinato da impiegare sulla commessa Poste, che sarà presente solo sul sito di Crotone, con possibilità di proroga o rinnovo sino a settembre 2020. Questi lavoratori verranno scelti tra tutti i lavoratori che hanno svolto attività in Abramo CC con contratto subordinato. Qui però vengono definiti, finalmente, dei rigidi e trasparenti criteri di scelta (anzianità di servizio e carichi familiari) creando anche una disparità di trattamento incomprensibile rispetto a chi, contemporaneamente, verrà richiamato sul 191. Tuttavia, paradossalmente, non sono previsti per questi lavoratori trasformazioni a tempo indeterminato. Pur in presenza del fatto a tutti noto che con soli 6 mesi di anzianità questi lavoratori seguono la commessa garantendosi uno stipendio e senza NESSUN costo per la Abramo in caso di perdita attività.

La commessa Enel presente nella sede di Catanzaro, che inizialmente era inserita nelle trattative, è stata magicamente esclusa.

La scrivente Organizzazione si rammarica del fatto che i comunicati Sindacali unitari siano stati ignorati dall’azienda.
Comunicati che traguardavano al superamento di una grave crisi aziendale e settoriale, e che dava FINALMENTE certezza ai troppi lavoratori che hanno consentito all’azienda di crescere e fare profitti e oggi si trovano definitivamente esclusi.

La Segreteria Regionale e le RSU UILCOM-UIL Calabria