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Università e Lavoro: l’importanza di un dialogo continuo

“Mi sono laureato in Giurisprudenza ed ho sempre avuto una forte attrazione per l’innovazione e per il settore food. Infatti, nel 2013 ho fondato a Catania l’azienda PrestoFood.it. Sono partito da zero ma con il tempo e con l’esperienza sono riuscito a dare vita a una realtà ben strutturata, che conta oggi un team di 15 collaboratori e oltre 400 drivers, con l’obiettivo ambizioso di essere la prima startup di consegna di cibo nel Sud Italia. Ho scelto Unicusano nel momento in cui ho avuto l’esigenza di conciliare la volontà di fondare un’azienda tutta mia e riuscire, nello stesso tempo, a dedicarmi allo studio. Il valore di Unicusano risiede soprattutto nella sua struttura e nella sua organizzazione, che mi hanno permesso di laurearmi pur essendo Amministratore Delegato di una grande società.”

Queste sono le parole di Guido Consoli, laureato in Giurisprudenza e Founder & CEO presso PrestoFood.it, startup innovativa nel settore food delivery. Ma queste potrebbero essere anche le parole di tanti altri ragazzi affamati e pronti a conquistare il loro posto nel mondo del lavoro.

Secondo uno studio dell’Istat presentato lo scorso 11 gennaio e riguardante il mercato del lavoro nel mese di dicembre 2018 gli occupati sono stabili, come il tasso di disoccupazione fermo a 10,5 punti percentuali (in verità uno 0,1 in meno rispetto allo stesso dato raccolto nel mese precedente).

La situazione non peggiora, ma nemmeno migliora. Trovare un lavoro nell’Italia di oggi che sia al tempo stesso appagante, sicuro e con prospettive di crescita sembra una chimera. Ad oggi l’unico strumento su cui vale sicuramente investire per un accesso più ampio nel mercato del lavoro è l’istruzione. Ad un elevato livello di istruzione non corrisponde un ingresso sicuro in un posto di lavoro commisurato allo sforzo accademico fatto ma lo studio conferisce quell’apertura mentale che può aiutare i giovani a non perdersi d’animo e ad investire tempo e risorse nella ricerca di un’occupazione con la stessa intensità e passione con cui hanno completato il proprio ciclo di studi.

1 Laurea – 1 Lavoro: la promessa di Unicusano

Tra le tante – e ottime – realtà accademiche italiane un’attenzione particolare verso ciò che accade al termine del ciclo di studi la dà ai suoi studenti l’università privata Niccolò Cusano. Dal successo del Career Day, alle partnership consolidate per inserire i giovani talenti universitari nel mondo del lavoro. L’Ateneo appare consapevole del ruolo fondamentale che l’università italiana dovrebbe assumere, un ruolo troppo spesso trascurato da numerose università pur blasonate. Un ruolo di tramite tra formazione accademica e mercato del lavoro che si concretizza in iniziative come il progetto 1L-1L (una laurea – un lavoro ndr) come fanno fede le numerose testimonianze dei laureati.

In particolare il progetto 1L-1L che sembra una misteriosa proporzione matematica, ma è soltanto un impegno e un augurio… o forse sarebbe meglio definirlo un obiettivo che vuole attribuire ad ogni laureato la certezza di un lavoro. Per questo tutti gli studenti della Unicusano possono approfittare del Career Service: un’attività di orientamento professionale che sostiene i laureandi e i laureati della nella fase iniziale di formazione professionale e ricerca attiva del lavoro e che mette a sistema facendoli dialogare tra loro giovani e aziende.

Un altro esempio virtuoso e una preziosa testimonianza arrivano dall’esperienza di Isabella Gaudio, laureata Unicusano in Relazioni Internazionali e attualmente Supplier & Partner Management Specialist presso Ventura SPA.

“Ho scelto Unicusano poiché quando ho deciso di intraprendere questo percorso rappresentava la miglior soluzione per realizzare il mio sogno: conseguire la Laurea Specialistica in Relazioni Internazionali lavorando full-time e conducendo una vita da pendolare. La possibilità di seguire le lezioni online e di sostenere gli esami a distanza, seppur solo in forma scritta, mi ha permesso di non perdere ore aggiuntive al lavoro e nello stesso tempo di raggiungere il traguardo che mi ero posta.”

Non è una ricetta magica e nemmeno un trucco da illusionisti, ma forse il segreto sta tutto lì. Nel creare attese nei ragazzi e nel non disilludere le loro ambizioni. Un istituto universitario deve affiancare, ma non deve prendere per mano. Deve esserci per rialzare chi cade ma deve lasciare a ogni singolo studente la capacità di scegliere da solo il proprio percorso. L’indipendenza e la libertà di crescere. Non sono forse questi i due doni più grandi che potendo scegliere, vorremmo tutti nelle nostre vite?