Attualità

Un’estate da dimenticare

L’estate 2015 è sicuramente da dimenticare per i crotonesi. Un estate caratterizzata da sversamenti di liquami sull’arenile del lungomare cittadino. In piena stagione estiva, un immagine negativa per i turisti che hanno deciso di trascorrere a Crotone le proprie vacanze. Soakro, la società che gestisce gli impianti di depurazione del crotonese e il Comune di Crotone non sono stati in grado di far fronte al problema ed in particolare l’amministrazione comunale ha dimostrato di non saper programmare le opere pubbliche utili per risolvere i problemi di depurazione della città. Per giorni il tratto di mare antistante il lungomare di Crotone è stato completamente invaso dagli scarichi fognari. «Una situazione tragica – dicono a Legambiente Calabria – che fotografa lo stato in cui versano le politiche ambientali nella cittadina pitagorica, dove da anni nessun intervento è seguito alle denunce di degrado. Che il sistema fognario avesse seri problemi, soprattutto nella zona del lungomare cittadino, era emerso già all’indomani dell’inaugurazione del “nuovo” lungomare (correva l’anno 2003). Ebbene, da allora, nonostante allagamenti, cattivi odori, sversamenti fognari si siano verificati puntualmente negli anni, e soprattutto nella stagione estiva, la questione non è mai stata affrontata se non con qualche “rattoppo”. In questo senso anche la questione Soakro appare emblematica; consulenze e management lautamente retribuiti non riescono a garantire neppure i servizi minimi e per contro producono debiti per milioni di euro e senza che la politica intervenga concretamente». Ritardi, mancanze, omissioni di cui la classe politica deve assumersi la piena responsabilità. Su questo delicato tema la Guardia costiera di Crotone ha depositato in Procura un’informativa di reato sui presunti responsabili dello sversamento in mare dei liquami fognari dello scorso week end. Il sindaco di Crotone Peppino Vallone sarebbe stato denunciato per omissione di atti di ufficio, inquinamento grave e disastro ambientale, in concorso con Soakro. Sarà poi la magistratura, a valutare le singole posizioni ed eventuali responsabilità. I fatti più gravi – accertati anche dalla Capitaneria in questo mese di attività – sarebbero accaduti proprio sulla spiaggia di Crotone. La rete fognaria è andata in tilt riversandosi sulla spiaggia ed in mare. In particolare, nell’informativa consegnata al pubblico ministero sono state segnalate persone della Soakro, la società responsabile della servizio idrico integrato per l’ipotesi di reato di alterazione ambientale. La notizia è stata diffusa nel corso della conferenza stampa con la quale il comandante della Capitaneria di Porto, Antonio Ranieri, ha presentato un primo resoconto delle attività svolte nell’ambito dell’operazione ‘Mare Sicuro’. Tra queste, naturalmente, c’è anche la parte ambientale che riguarda appunto gli sversamenti a mare. Nel corso della conferenza sono stati resi noti i dati dell’operazione Mare Sicuro. Le segnalazioni alla sala operativa sono state 264: di queste 27 riguardano richieste di soccorso, 37 pesca/diporto, 12 il demanio, 63 la balneazione e ben 125 l’ambiente. Tre le persone soccorse, è stata data assistenza ad 11 unità navali. La vigilanza nell’Area marina protetta ha permesso il sequestro di più di 2.500 metri di rete per la pesca di frodo, oltre 42 nasse e diversi palangari. Per quanto riguarda il contrato alla pesca illegale sono stati sequestrati 165 kg di prodotti ittici sottomisura con la denuncia di una persona, 400 ricci di mare e diversi attrezzi illegali per la pesca dei polpi. Per la tutela del demanio, le ispezioni hanno riguardato 65 stabilimenti balneari nell’85% dei casi trovati in regola. Sequestrata a Botricello, una struttura in legno di 310 metri quadrati adibita a chiosco bar. Un attività intensa che ha visto la massima concentrazione in direzione degli svernamenti fognari in mare. Il progetto avviato dalla Soakro (società che gestisce gli impianti di depurazione) per smaltire il maggiore afflusso di reflui fognari nei periodi estivi è fermo da anni. Nella prima settimana di agosto un sovraccarico ha fatto sì che le acque nere non depurate finissero in mare tra i bagnanti incuranti del divieto di balneazione immediatamente apposto nei due punti interessati. Sulla base delle analisi che Arpacal ha eseguito a seguito della fuoriuscita di liquami dalla rete fognaria del lungomare si tratta di dati inequivocabili dai quali emerge che i valori non superano in nessun punto le soglie di criticità previste dalla normativa. Il mare sarebbe quindi pulito secondo l’Arpacal. Il risultato delle analisi è stato divulgato, una volta ricevuti  i dati ufficiali dall’Arpacal, nel corso di una conferenza stampa che il sindaco Peppino Vallone ha tenuto nella Sala Giunta del Palazzo Comunale. Alla luce dei dati emersi è stata anche revocata l’ordinanza temporanea di balneazione emanata lo scorso 3 agosto che riguardava un tratto limitato di litorale pubblico antistante viale Gramsci all’altezza dell’incrocio con via Mori. Il sindaco nel corso della conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’assessore all’Ambiente Michele Marseglia che ha gestito dal primo momento l’emergenza verificatasi e dalla giunta comunale, il dirigente del Settore Lavori Pubblici Gianfranco De Martino ed i vertici di Soakro, ha illustrato quanto avvenuto in questi giorni e quanto fatto per risolvere la problematica. La rete fognaria del lungomare è andata in sofferenza sabato a causa di una serie di intasamenti. Nell’immediatezza è stata predisposta una task force ed il Comune, pur non avendo specifiche competenze in materia essendo demandata alla Soakro la manutenzione e la gestione della rete fognaria, ha affidato a ditta privata l’intervento per superare e risolvere l’emergenza verificatasi. Un intervento che è durato tutta la notte e che si è protratto fino alla domenica che ha portato alla normalizzazione della situazione. Nel contempo è stato istituito un presidio permanente che ha effettuato e continuerà ad effettuare azioni di monitoraggio quotidiano, pronto anche ad intervenire anche per eventuali interventi di carattere straordinario. Un problema di non facile soluzione se si considera che nel pomeriggio del 21 agosto la rete fognaria è nuovamente esplosa nei pressi del Cicasub su viale Magna Grecia. Un nuovo sversamento di liquami fognari che hanno inondato tutta la zona.

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