Cultura & Spettacolo

Un successo Peppe Servillo e i Solis String Quartet all’Apollo

Tutto secondo le previsioni.
Peppe Servillo e i Solis String Quartet, con “Presentimento” è stato un successo,
La serata ha visto un ampia cornice di pubblico, che a più riprese, è stato coinvolto da Servillo, nella quasi “recitazione” dei brani, quasi a dimostrare che la musica napoletana non è solo di chi fa musica e sta sul palco, ma è un tesoro che appartiene a tutti. “Presentimento”, a pochi anni di distanza dall’uscita di “Spassiunatamente”, che aveva visto per la prima volta Peppe Servillo ed i Solis String Quartet, affrontare con dovuto rispetto capolavori della canzone classica napoletana, si pone come un percorso di riletture del repertorio classico napoletano.La voce della Piccola Orchestra Avion Travel, ha fornito la sua interpretazione sempre più teatralmente scarnificata all’andamento cameristico garantito dai violini di Vincenzo Di Donna e Luigi De Maio, la viola di Gerardo Morrone, il cello e la chitarra di Antonio Di Francia.
Il canzoniere è pregiato: si va dalla “Palomma” di Armando Gill alla “Tarantella segreta” di Raffaele Viviani, dal capolavoro di E.A. Mario che presta il titolo al disco all’ironia di “M’aggia cura’” e l’onomatopeico richiamo di “Scalinatella”.
«Il repertorio – afferma Servillo – è stato scelto, non in maniera filologica o con lo scopo di conservarne l’originalità, ma tutto è stato scelto in base al gusto e all’interesse, cercando di fondere quella che è la musica napoletana e la capacita di arrangiamento, ”molto particolare” dei Solis.
La speranza – ha continuato poi l’artista – è quella di poter continuare questo lavoro con i Solis String Quartet, per poter approfondire questo ampio repertorio musicale, che va dalla fine dell’800 fino agli anni ’50 del novecento.
I movimenti sul palco, di un vivace Servillo, hanno accompagnato tutti i brani del repertorio, a dimostrazione che questo tipo di musica è figlia del teatro e come tale deve mettere in scena delle vere e proprie rappresentazioni.«La curiosità – per Servillo – è quello che spinge il pubblico ad ascoltare questa musica, anche se spesso non si comprende per intero tutta la lingua napoletana, il linguaggio musicale, spesso, aiuta la comprensione del testo».