Cronaca

Un fucile calibro 12 l’arma utilizzata per assassinare il giudice Antonino Scopelliti

E’ un fucile calibro 12 l’arma individuata dagli inquirenti come quella utilizzata il 9 agosto di 27 anni fa per assassinare il giudice Antonino Scopelliti. Il magistrato, che sosteneva in Cassazione la pubblica accusa contro i maggiori esponenti di Cosa nostra, fu sorpreso, mentre era a bordo della sua auto alla periferia del suo paese, Campo Calabro, dove si era recato per trascorrere un periodo di vacanze. L’annuncio del ritrovamento e’ stato dato stamane dal procuratore capo Giovanni Bombardieri, in occasione della cerimonia di commemorazione del magistrato. Il fucile e’ stato trovato dagli inquirenti nel Catanese. Secondo alcuni pentiti, Scopelliti fu ucciso dalla ‘ndrangheta su mandato della mafia siciliana, intervenuta a sua volta per mediare fra i clan in guerra durante lo scontro che insanguino’ Reggio Calabria. L’arma era interrata in un fondo agricolo. Il rinvenimento risale a pochi giorni fa ed e’ avvenuto nell’ambito delle indagini della Dda di Reggio Calabria sull’omicidio del magistrato. Il procuratore capo Giovanni Bombardieri ha disposto un’attività di ispezione e perquisizione di alcuni luoghi della provincia di Catania. L’attività é stata delegata alla Polizia di Stato, e, in particolare, al Servizio Centrale Operativo, alla Squadra mobile (diretta dal primo dirigente Francesco Ratta’) della Questura di ReggioCalabria, alla polizia scientifica della Questura reggina e di quella catanese, ed ha visto il massiccio impiego di uomini e mezzi. (AGI)

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