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UILCOM su terzo incontro commissione sindacale di monitoraggio FIS e Abramo Customer Care

Terzo incontro di monitoraggio,in modalità video conferenza, tra l’Azienda Abramo Customer Care e la commissione sindacale di monitoraggio SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL. Al centro del confronto, dello scorso 6 maggio, il monitoraggio sull’applicazione del FIS ex art. 19 D.L. n. 18/2020, nelle sedi della Calabria.

APPLICAZIONE FIS MAGGIO

“L’azienda – si legge in un comunicato a firma della segreteria regionale della UILCOM Calabria e della RSU – in apertura ha comunicato la percentuale di FIS applicata per i primi 5gg di maggio, dato che si attesta complessivamente a circa il 20%.
La commissione sindacale ha fatto notare all’azienda che, su tutti i siti calabresi e nelle varie commesse, sui giorni di Fis già caricati a sistema Passwork per il mese di maggio, si evincono diverse sperequazioni tra i lavoratori, ed ha invitato pertanto l’azienda ad una maggiore attenzione sulla equa distribuzione dei giorni di sospensione.
L’azienda ha risposto che verificherà da subito quando riscontrato dalla commissione affinché venga garantita la giusta equità, tenendo conto, però, che si dovrà valutare il periodo complessivo e non solo queste prime settimane di applicazione. Ha anche precisando che la perfetta eguaglianza non si potrà mai raggiungere in processi di questa complessità e, pertanto, si potrebbero verificare delle differenze tra lavoratori impiegati nella stessa attività che saranno comunque di modesta entità.
La delegazione sindacale ha anche invitato nuovamente l’azienda ad utilizzare la formazione dei lavoratori per ricollocarli dalle commesse più impattate dalla riduzione dei volumi verso quelle i cui volumi sono maggiori o in incremento, al fine di distribuire più equamente le giornate di FIS e quindi il sacrificio economico”.

SMART WORKING

“La commissione sindacale – scrivono le organizzazioni sindacali – ha chiesto spiegazioni in merito al mancato avvio dello SW su alcune attività come ad esempio Poste Mobile sottolineando che questo rappresenterà un problema ancora più rilevante in previsione degli spostamenti di alcuni lavoratori verso questa attività, poiché renderà più difficile il distanziamento delle postazioni di lavoro, così come previsto dal Protocollo di sicurezza anti-contagio del 14/03/2020, integrato da quello del 24/04/2020, siglato tra Governo e Parti Sociali.
L’azienda, attraverso il dott. Macaluso, ha garantito la massima attenzione a questi problemi di sicurezza aggiungendo anche che le difficoltà tecniche che hanno ritardato l’avvio dello smart working sono dovuti alla piattaforma informatica di Poste, ciò nonostante, stanno lavorando per sciogliere al più presto questo nodo. E’ stato anche riferito che i test che stanno svolgendo in queste ore stanno fornendo esiti positivi.
L’azienda ancora una volta ha voluto sottolineare come in alcune commesse lavorate in SW, vi siano forti cali di produttività.
La commissione, a questa osservazione aziendale, ha ribadito con forza che spesso, molto spesso, vi sono problematiche tecniche (es. limiti di VPN o infrastrutture) e che quindi i cali di produttività non si possono addossare ad una mera e sola responsabilità del lavoratore.
L’azienda, attraverso il dott. Macaluso, ha affermato che in merito alle problematiche tecniche l’azienda si è trovata impreparata sia per l’imprevedibilità di un’emergenza di questa portata, che per la tempistica insufficiente che hanno avuto a disposizione per predisporre questi nuovi processi, e che stanno facendo ogni sforzo per superarle il prima possibile.

“A tal proposito – sottolineano le organizzazioni sindacali – informiamo i lavoratori che in merito agli istituti che l’azienda sta caricando per disservizi (imputabili ai lavoratori o all’azienda), si sta discutendo già da giorni di un protocollo d’intesa la cui bozza è in esame. Nei prossimi giorni si spera di trovare una quadra e ne daremo tempestiva comunicazione a tutti.
Inoltre sempre su sollecitazione della Commissione l’azienda ha anche comunicato che sta puntando su nuove forme di comunicazione tra i responsabili operativi, tl e lavoratori in SW, evitando strumenti troppo invasivi e poco funzionali come le applicazioni di messaggistica attualmente utilizzate (Telegram o WhatsApp).

Un risultato positivo – conclude il comunicato a firma della segreteria regionale della UILCOM Calabria e della RSU – è stato comunque il raggiungimento di 2500 postazioni remotizzate (il 75% dei dipendenti che ne avevano le caratteristiche tecnologiche), su una previsione iniziale di 1200, dato che si prospetta in ulteriore aumento.
La delegazione sindacale UILCOM, in riferimento al precedente comunicato ed a seguito di approfondita verifica sulle segnalazioni ricevute in precedenza, confermate dall’azienda, nella commessa Poste Italiane, presente nel sito di Crotone, precisa che non risultano lavoratori esclusi (tra quelli attualmente in servizio) aventi i requisiti di legge per il diritto alla priorità di accesso allo smart working. In altri siti esistono situazioni residuali e l’azienda afferma
che saranno sanate nel brevissimo periodo. Tuttavia, qualora ci fossero casi a noi non noti, invitiamo i lavoratori interessati a segnalarlo tempestivamente ai nostri rappresentanti sindacali”.
La commissione si riunirà il prossimo 26 maggio.