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Torna nella nicchia del Parco della Biodiversità la statua della Madonnina di Medjugorie che fu distrutta dai vandali

Torna nella nicchia che la ospita da anni nel cuore del Parco della Biodiversità Mediterranea la statua della Madonnina di Medjugorie. Una breve ma toccante cerimonia, alla presenza tra i tanti fedeli, della famiglia Raiola-Galati che aveva donato la statua, del presidente della Provincia di Catanzaro Enzo Bruno, del Cappellano dell’Ospedale Pugliese- Ciaccio Padre Pasquale Pitari, del consigliere provinciale delegato a Cultura e Parchi Marco Polimeni, ha restituito questa mattina la statua alla comunità catanzarese a qualche settimana dall’inquietante atto vandalico che ha visto il volto della Madonnina sfregiato da ignoti, turbando quanti ogni giorno sono abituati a pregare e omaggiare la sacra raffigurazione che si erge benevola lungo il percorso fitness.
Il dottore Giuseppe Raiola ha voluto ringraziare il presidente della Provincia Bruno “sempre vicino alle esigenze della popolazione. Anche questa volta ci ha permesso di bruciare i tempi troppo spesso rallentati dalla burocrazia”. L’ associazione La Fenice con il presidente Ludovico Abenavoli ha contribuito al restauro acquistando il materiale ed il restauro è stato affidato al maestro d’arte Massimo Caglioti, mentre l’associazione Universo Minori con la presidente Rita Tulelli ha provveduto a proprie spese a far realizzare una chiusura di protezione in ferro battuto per la grotta dove è stata riposta la statua.
Raiola ha consegnato al presidente Bruno le chiavi del cancelletto in ferro battuto che custodisce la Madonnina.
“Ancora una volta, e in questo momento così toccante, mi ritrovo a rivolgere un appello al senso civico di tutta la comunità catanzarese che ha il privilegio di godere di questo meraviglioso Parco che tutto il Paese ci invidia: aiutateci a custodirlo bello e pulito, il Parco è di tutti – ha detto il presidente Bruno -. Continuiamo a vivere un momento preoccupante di difficoltà economiche. Questo straordinario patrimonio naturalistico e culturale non è più di competenza della Provincia che se ne occupa nell’ambito delle funzioni residuali con solo 50 mila euro in bilancio, mentre fino a due anni fa erano stanziati per la tutela e la manutenzione quasi un milione di euro. Ma noi continueremo ad occuparcene come priorità, non lo abbandoneremo mai – dice ancora Bruno – quello che vi chiedo è di collaborare con noi per preservarlo: le risorse spese per riparare i danni causati dai vandali, o ripulire le opere del Marca Open imbrattate da frasi d’amore che possono essere inoltrate via sms, non potranno essere recuperate, e saranno soldi sottratti al miglioramento del Parco. Danneggiare il Parco e la sua bellezza naturale significa anche oltraggiare questa Madonnina e quello che essa rappresenta. Ancora una volta, oggi, in questo momento toccante, vi affido il Parco. Il Parco è di tutti”.