Nuova giornata di mobilitazione e protesta davanti alla sede della Regione Calabria, dove i tirocinanti assunti con contratti precari dai ministeri della Cultura (MiC) e dell’Istruzione hanno dato vita a un sit-in per chiedere certezze e garanzie sul proprio futuro occupazionale. Supportati dall’Unione Sindacale di Base (Usb), lavoratori ed ex lavoratori si sono radunati davanti alla Cittadella regionale sollecitando un confronto urgente con l’assessore alle Politiche del Lavoro, Giovanni Calabrese.
La vertenza riguarda complessivamente un bacino di circa 500 persone: circa 300 impiegati nel Ministero della Cultura con contratti in scadenza a novembre e 200 ex lavoratori della scuola i cui contratti sono scaduti lo scorso 31 luglio e che attualmente si trovano in stato di disoccupazione.
«Scenderemo in piazza più volte fino a quando il Governo non troverà una soluzione», ha affermato con fermezza il responsabile Usb Saverio Bartoluzzi, ribadendo la richiesta di stabilizzazione definitiva per tutto il personale. La preoccupazione dei sindacati nasce anche dal fatto che i due emendamenti presentati al Decreto Pa per garantire le proroghe risultano al momento accantonati.Eppure, come evidenziato dal sindacato, lo stesso Ministero della Cultura ha espresso parere favorevole riconoscendo la fondamentale necessità di questo personale per assicurare la regolare apertura e fruibilità dei siti culturali calabresi. Si tratta nella gran parte dei casi di nuclei familiari monoreddito che rischiano di rimanere privi di tutele economiche.
Particolarmente toccante la testimonianza di Teresa Costantino, operatrice del settore Istruzione presente al presidio: «Chiedo solo di mettervi le mani sulla coscienza, non potete abbandonare persone che vi sono state utili per tutto questo tempo. Nella scuola siamo stati di grande supporto e a volte anche sbeffeggiati perché eravamo quelli delle 18 ore. Cari politici mettetevi le mani sulla coscienza: noi chiediamo dignità, vogliamo la dignità che ci avete tolto».
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