Cultura & Spettacolo

“Storia di una donna che amava suo figlio” in concorso all’Infinity Film Festival. In palio la trasmissione in onda su Mediaset

Dopo il grande successo ottenuto grazie alla partecipazione all’interno di numerosi festival in giro per l’Italia, “Storia di una donna che amava suo figlio”, l’emozionante cortometraggio di Matteo Russo, prodotto da Hi Toys Videoproject, sbarca sulla piattaforma streaming Infinity Tv.
Il girato, infatti, è stato selezionato per il concorso Infinity Film Festival 2016, grazie al quale, in caso di vittoria, porta avere l’opportunità di essere mandato in onda sulle reti Mediaset, raccontando così a tutto lo stivale la storia di una cruda realtà che ci interessa da vicino. La realtà quotidiana di una terra martoriata da un male e di una vita che stenta ad andare avanti di fronte alla tragica perdita di una persona cara.

Il cortometraggio, girato interamente a Crotone, narra infatti la drammatica storia di una donna che in seguito alla perdita del suo primogenito rimane segnata profondamente dal dolore, trasformando la propria vita in un vero incubo, costellato da continui rimandi al passato. La donna perde spesso il contatto con la realtà, ritrovandosi in scenari gia’ vissuti, e proprio nel momento in cui penserà di essere guarita dalla sua “follia” si accorgerà invece che la sua vita rimarrà segnata per sempre.

Per far sì che il cortometraggio possa vincere il concorso e approfittare dell’opportunità in palio però c’è bisogno del nostro aiuto. Potete sostenere “Storia di una donna che amava suo figlio” di Matteo Russo, semplicemente guardandolo e votandolo in streaming sul sito infinitytv.it.
Per farlo è necessaria l’iscrizione alla piattaforma, ma è possibile usufruire dei 30 giorni di prova totalmente gratuiti o disattivare invece il servizio subito dopo aver visto il corto.
Con un alto numero di visualizzazioni, non solo Matteo potrà realizzare il suo sogno, ma anche la città di Crotone e la Calabria tutta avranno l’occasione di mostrare ancora una volta al pubblico italiano, uno degli spaccati più problematici del nostro territorio, nella speranza che prima o poi qualcosa possa cambiare.