Attualità

Stefania Taverniti è la nuova Segreteria Generale della Flai Cgil di Crotone

Si è riunita questa mattina nei locali dell’Antico Borgo a Crotone l’assemblea generale della categoria provinciale convocata per l’elezione del nuovo segretario.
Al termine dei lavori Stefania Taverniti è stata eletta nuova Segreteria Generale della Flai Cgil di Crotone.
La Taverniti subentra ad Alfonso Filice che lascia la categoria dopo 6 anni per motivi strettamente personali. Filice infattinei prossimi mesi lascierà la provincia di Crotone. L’elezione di Stefania taverniti é avvenuta ad unanimità. Presenti al riunione oltre al Segretario Generala della Cgil di Crotone Raffaele Falbo , Segretario Flai Cgil Calabria Bruno Costa e Sara Palazzoli della Segreteria Nazionale della Flai Cgil . Nella sua relazione programmatica la neo eletta ha ringraziato la Flai Nazionale, la Flai regionale, il Segretario Generale della Camera del Lavoro per la fiducia che hanno voluto accordarle. Ma,  il suo lo ha rivolto a Filice. Il nostro rapporto – ha sostenuto Stefania Taverniti – non è partito da subito con il piede giusto, ma questo ci ha permesso di conoscere anche la parte meno piacevole del nostro carattere. Io non so perché poi abbia voluto indicare me come suo successore, sicuramente non sulla base di simpatie caratteriali, ma devo dire che, proprio per questo, mi sono sentita maggiormente lusingata della proposta.
È inutile sottolineare  – ha proseguito la Taverniti – come la Flai nel territorio calabrese sia una delle categorie cardine di tutto il sistema CGIL e che il bacino di lavoratori che intercetta se da una parte è certamente il più corposo dell’attività produttiva della regione è sicuramente quello che ha maggiormente bisogno di essere difeso e salvaguardato, sia in termini di difesa collettiva che in quella di assistenza personale.
Nel primo caso, il risultato portato a casa con la legge sul contrasto al lavoro nero e allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura approvata ad ottobre del 2016 è certamente una conquista. Ora ci aspetta il rinnovo del Contratto collettivo Nazionale sulla forestazione e quello integrativo regionale per il quale il sindacato è tenuto sotto esame dagli stessi iscritti che si aspettano tempi certi e brevi senza dover più attendere i tempi della politica che legifera solo su necessità elettoralistiche e non di reale bisogno dei cittadini. A quel tavolo inoltre siamo chiamati a fare proposte per il futuro della forestazione in Calabria. È ben noto a tutti che nel giro dei prossimi 3-4 anni il bacino dei lavoratori forestali sarà completamente svuotato per la fuoriuscita pensionistica degli stessi. È urgente pertanto pensare già da ora, visti i tempi biblici della pubblica amministrazione, tempi e modi di sostituzione degli attuali operai idraulici forestali, sapendo che lo stesso lavoro ha oggi bisogno di una nuova programmazione, nuovi mezzi e nuove competenze che vanno formate. Non possiamo certo pensare che la tutela e salvaguardia del vasto territorio boschivo e naturale possa essere lasciata a se stessa e magari sfruttata in maniera vergognosa da chi del bosco ne sta facendo loschi e lauti guadagni. L’operazione Stige di qualche giorno fa lo ha messo in evidenza se qualcuno volesse far finta di non vedere e/o sapere. La forestazione va ripensata e rilanciata con un concetto diverso di produttività, d’impegno per la tutela del territorio con il contrasto del dissesto idro-geologico, una filiera del legno sana che rispetti i tempi della natura, all’incentivazione turistica del paesaggio che possa pertanto restituire al territorio ricchezza da un settore visto oramai come la più becera forma di assistenzialismo delle regioni del Sud.
Su questo versante – ha continuato – ben venga la sinergia che si sta costruendo tra Alpa e Flai in Calabria che ci vede impegnati oramai da un anno nell’incentivare i comuni ad utilizzare gli investimenti previsti nella misura 8 del PSR (piano di sviluppo rurale) e che finalmente, anche se con due anni di ritardo nella nostra provincia, vede partire i progetti presentati con il grande contributo dell’Alpa e dell’appoggio politico della Flai e della Camera del Lavoro di Crotone. Questi stessi, una volta che avranno il via dalla Regione, porteranno nella nostra provincia almeno 650 nuove unità lavorative nel settore della forestazione che anche se restano forme precarie di assunzione, saranno comunque un inizio per tutti quei giovani che vorranno iniziare un percorso nel settore, senza contare alle ricadute economiche sul territorio, sulla Flai, sull’ Alpa e su tutto il sistema CGIL nel suo complesso. Necessita, però, che questa sinergia si allarghi e consolidi affinché, la stessa campagna delle disoccupazioni agricole, per noi di estrema importanza per rappresentatività e tenuta economica, possa trovare nuova linfa e riportare la Flai ad essere il primo sindacato tra i lavoratori agricoli della provincia di Crotone.
Diventa poi di estrema importanza dare attenzione e valore nella nostra provincia al settore dell’agroalimentare. Il sistema comprende la filiera che dalla produzione della materia prima porta sino al prodotto finito sulla tavola del consumatore e che in tutto questo processo vede entrare in gioco una serie di professionalità che vanno dai produttori diretti di alimenti agricoli-zootecnici ed ittici sino all’industria di trasformazione, al confezionamento, alla logistica, trasporto e commercio all’ingrosso ed al dettaglio. È evidente come il suo sviluppo rappresenti uno strumento strategico per il nostro paese, la nostra regione e la nostra provincia.
Bisogna fortemente intervenire sulla contraffazione dei nostri prodotti, ed approfittare dell’enorme margine di rilancio del settore e dell’export che deve essere rafforzato per valorizzare l’unicità dei prodotti calabresi. Il nostro sistema regionale deve unire le aziende calabresi per fare maggiore promozione, dobbiamo prenderci la leadership che ci meritiamo nel settore agroalimentare. È necessario che la politica, le istituzioni che ci governano aiuti questo processo, con una grossa campagna promozionale, ma soprattutto rimuovendo tutti quegli ostacoli strutturali che da sempre rallentano i nostri processi di sviluppo in tutti i settori. Necessita anche una nuova cultura imprenditoriale capace di vedere oltre i consueti metodi utilizzati sino ad oggi, di stare sul mercato e che allarghi vedute e metodologie. Le produzioni già in essere su cui far leva, vanno dalla produzione della zootecnia a quella oleicola, quest’ultima niente ha da invidiare alla stessa produzione di altre regioni che le ha portate a fama nazionale ed internazionale, considerevole è anche la produzione di cereali, agrumi e non ultima quella vitivinicola che già da anni, con le cantine del Cirotano in prima linea, si sta attestando sul mercato nazionale e non solo.
Occorre ridare il giusto valore al lavoro puntando non solo su prodotti di qualità ma anche su un lavoro di qualità che rispetti i contratti, la sicurezza nei luoghi di lavoro e ridia dignità al lavoro agricolo. Non possiamo non ricordare che a poche centinaia di chilometri da noi la notte tra giovedì e venerdì scorso un rogo nella tendopoli di San Ferdinando ha portato via la giovane vita di Amine migrante che lavorava nei campi della Piana di Gioia Tauro. Come Flai, non possiamo tacere su eventi simili e la nostra voce e la nostra indignazione deve levarsi forte per dare forza a quella di qualsiasi lavoratore che si trovi in una situazione di sfruttamento sul posto di lavoro.
Dalla terra al mare le problematiche da affrontare non mancano. È della settimana scorsa la manifestazione di protesta dei pescatori del porto di Crotone davanti il comune della città. Reclamano la mancata erogazione delle royalties dalla fine del 2013 per il ristoro del danno subito a causa del fermo dovuto alle attività estrattive dell’ENI. Nel nuovo accordo di programma non si prevede la quota destinata ai pescatori. In precedenza, l’accordo di programma assegnava una quota, pari al 8%, delle royalties ai pescatori, in relazione al mancato pescato, il 50% al Comune di Crotone, il 41% ai comuni di Isola Di Capo Rizzuto, Cirò Marina, Strongoli, Crucoli, Cutro e Melissa.
Pare che una delle cause per le quali nell’accordo non è stato più inserito l’indennizzo per i pescatori sia dovuta al fatto che possa essere configurato come Aiuto di Stato e pertanto non ha diritto di esistere. A tal proposito lo scorso ottobre la Prefettura ha interpellato la Comunità Europea per sciogliere il quesito, ma ad oggi nessuna risposta. È necessario quindi che tutte le istituzioni, il Comune di Crotone in primis, non lascino che passi altro tempo senza che questi lavoratori abbiano ciò che gli spetta e che da troppo tempo aspettano per il fermo subito delle proprie attività negli anni passati e che tutt’oggi subiscono.
Infine, volevo ringraziare la Flai che, insieme allo SPI ed alla Confederazione in questa nostra provincia si impegna, in maniera fattiva a promuovere i campi della Legalità e che, se mi voterete, continuerò a sostenere con tenacia. Esperienze uniche per ragazzi, adulti ed anche per noi sindacalisti che ci arricchiscono di sapere e rapporti umani unici partendo dal favorire, supportare e pubblicizzare la lotta alla mafia anche con imprese agricole, che partendo dalla valorizzazione di beni confiscati, danno vita ad attività legali ed economiche che portano lavoro e sviluppo in pezzi della Calabria che tanto bisogno hanno di esempi positivi per i nostri giovani.
A chiudere questa mia relazione,  – ha poi concluso Stefania Taverniti – volevo tornare da dove sono partita. In queste ultime settimane Alfonso ha voluto che conoscessi tutti i nostri iscritti e pertanto mi ha portato in giro per la provincia sui cantieri. Venire a trovarvi sui posti di lavoro è stato per me entusiasmante ed amore a prima vista. Mi sono resa conto però, di quanto dura sarà essere all’altezza del compito. Sostituire Alfonso non è cosa semplice, gli attestati di stima, d’affetto, di delusione ed alcune volte di commozione, nei volti dei lavoratori nel vedere Alfonso lasciare la guida della categoria mi hanno fatto capire la bellezza del lavoro del sindacalista e la necessità di doversi dedicare anima e corpo, perché non vi è remunerazione più lauta della costruzione di questi rapporti umani e sarà mio obiettivo quello di avere la stessa paga quando dovrò lasciare anch’io posto a qualcun altro.