Cultura & Spettacolo

Stasera su Rai 1 “Liberi di scegliere” in prima visione tv , il sogno del giudice Lo Bianco di strappare i ragazzi alla ‘ndrangheta

Alessandro Preziosi, Nicole Grimaudo, Carmine Buschini, Federica Sabatini, Federica De Cola, Corrado Fortuna, Vincenzo Palazzo e con la partecipazione di Francesco Colella sono i protagonisti del film tv drammatico in prima visione tv oggi, martedi’ 22 gennaio, alle 21.25 su Rai1, “Liberi di scegliere”. Marco Lo Bianco é un giudice del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria e ha un sogno: strappare i ragazzi alla ‘ndrangheta. Giorno dopo giorno ha visto sedere nella stessa aula di tribunale i figli delle più importanti famiglie mafiose della provincia. E ha capito una cosa: la ‘ndrangheta non si sceglie, si eredita. Quando incontra Domenico, ultimo componente di una cosca di cui anni prima ha arrestato il fratello, decide che e’ arrivato il momento di dire basta. Inizia una strada difficile che costringerà tutti ad abbandonare le proprie certezze. Lo Bianco e i suoi assistenti si confronteranno con i codici e i sentimenti di quelle famiglie che hanno considerato sempre e solo come cosche criminali. I più giovani, Domenico e Teresa, impareranno che esiste una famiglia allargata, rappresentata dallo Stato e dalla Comunita’ civile, pronta ad aiutarti a realizzare un futuro diverso, in cui poter essere, finalmente, liberi di scegliere. Il sogno del giudice dei minori Lo Bianco e’ quello di strappare i ragazzi alla ndrangheta. Le famiglie si assicurano il potere sul territorio grazie alla continuità generazionale, costringendo i figli a fare il mestiere dei padri. Ed e’ cosi’ che quando si ritrova davanti anche Domenico, l’ultimo componente della potente famiglia Tripodi, con una scelta che non ha precedenti, Lo Bianco dispone l’allontanamento del ragazzo dalla Calabria e il decadimento della responsabilità genitoriale sia per il padre latitante, che per la madre. Prodotto da Rai Fiction e BIBI Film TV con il sostegno della Calabria Film Commission. Girato a Reggio Calabria, grazie al contributo della fondazione Calabria Film Commission, hanno partecipato alla realizzazione del film per la tv numerose maestranze tecniche e artistiche del territorio.
“Liberi di scegliere è una produzione importante a livello nazionale e il sostegno della Film Commission Calabria alla sua realizzazione ha portato nel nostro territorio buone opportunità di lavoro – afferma l’assessore alla Cultura della Regione Calabria, Maria Francesca Corigliano – Anche il tema trattato, delicato, ma fondamentale rappresenta, sia pure in un ambito molto specifico, il pensiero portante di tante scelte operate a favore dei giovani calabresi. Essere liberi di scegliere significa avere una visione propria, avere opportunità oltre i vincoli culturali ed economici della famiglia, ma con l’aiuto delle istituzioni. Sono certa che la fiction sarà un successo – conclude l’assessore – il risanamento della Film Commission, voluto dal Presidente Oliverio è stato un eccellente investimento in virtù della ricaduta positiva a livello economico e di immagine per la Calabria”.
“Liberi di Scegliere” racconta uno spaccato di vita vera, quella che vede intrecciarsi le storie delle giovani leve della ‘ndrangheta a quella degli uomini di Stato che tendono loro la mano per aiutarli a realizzare un futuro diverso da quello criminale scritto nel Dna delle loro famiglie. “Perché se la ndrangheta non si sceglie, ma si eredita, allora la Giustizia per essere efficace deve riuscire a spezzare le catene che spingono i figli a emulare i padri e seguire le loro orme”.
Il film, ispirandosi all’iniziativa del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, in prima linea dal 2012 nell’adozione di provvedimenti civili che prevedono in questi casi la decadenza o la limitazione della responsabilità genitoriale, racconta un percorso alternativo al carcere che ha l’obiettivo di fornire a questi giovani la possibilità di una crescita sociale e culturale in luoghi e contesti lontani da quelli di provenienza. Una strada difficile e dolorosa da accettare soprattutto per le madri delle ‘ndrine con il cuore spesso stretto tra due fuochi, diviso tra la consapevolezza della necessità dell’allontanamento dei figli da casa e l’ancestrale amore materno che li vorrebbe invece sempre vicini a loro.

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