Attualità

Smaltite quell’eternit

L’uso dell’amianto è stato uno dei tanti errori , forse il più grande, da attribuire al boom economico; molti pensavano che fosse la giusta soluzione alla realizzazione di mezzi di trasporto, all’uso in campo edile e industriale, purtroppo non si tenne conto delle ripercussioni che questo materiale ha sull’uomo e sulla sua salute. Oggi che c’è maggiore consapevolezza. C’è addirittura una legge la 257 del 1992 in Italia che vieta severamente l’utilizzo di amianto. Pertanto si avverte l’esigenza di correre ai ripari in virtù delle leggi vigenti e soprattutto alla luce dei dati che vengono raccolti nel nostro paese.In Italia, l’esposizione all’amianto è causa di morte per circa mille persone all’anno. Ecco perché non bisogna abbassare la guardia. In linea con quella che è l’esigenza di offrire sicurezza e rispetto delle regole, producendo anche materiale fotografico, i consiglieri comunali Enrico Pedace e Manuela Cimino hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Regione Calabria, al Sindaco del Comune di Crotone, al Dirigente igiene pubblica ASP Crotone , all’A.R.S.S.A. Crotone e all’A.R.P.A.Cal. Crotone.  I due consiglieri comunali de I Demokratici segnalano ai soggetti competenti l’area dell’ex conservificio Val di Neto ricadente nella zona industriale di Crotone in Località Passovecchio. Si tratta di un’area, scrivono Cimino e Pedace, caratterizzata dalla consistente presenza di una serie di capannoni dismessi che fanno da contorno ad un edificio adibito ad uffici (A.R.S.S.A. Crotone) e pertanto vissuto dal personale che quotidianamente lo fruisce. Si tratta di strutture forse antecedenti agli anni 70’ con coperture palesemente in amianto. Considerata la dimensione e considerato anche il numero di capannoni che insistono, è chiaro che parliamo di una zona soggetta ad alto inquinamento e che necessita di un immediato ed urgente smaltimento di tutto quel materiale deleterio per la salute pubblica. Non è mai inutile e superfluo ricordare la situazione ambientale già troppo compromessa in cui purtroppo vive la città di Crotone, vittima del dramma della contaminazione causata dalla grande dismissione degli impianti industriali e dalla ancora mancata attività di bonifica di tutta l’area interessata dal fenomeno.  Quello che fino agli anni 90’ , concludono Cimino e Pedace, è stato il cuore industriale pulsante della Calabria, oggi è un cimitero di fabbriche che continua a produrre danni inestimabili, dinnanzi agli occhi bendati di chi ancora preferisce non vedere. Chiediamo pertanto che, perlomeno laddove esistono rimedi di più facile attuazione, si provveda a mettere in campo tutte le azioni necessarie al fine di addivenire alla risoluzione delle problematiche; chiediamo interventi urgenti finalizzati all’immediato smaltimento dell’eternit presente in grandi quantità nell’area segnalata.


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