Cultura & Spettacolo

Esce il 25 giugno “Spiritum for Emergency”, l’album del crotonese Sorrentino con Violante Placido, A Toys Orchestra e diversi artisti europei

A pochi giorni dell’uscita di “Spiritum for Emergency”, l’album nato dalla rielaborazione di 12 brani di artisti italiani e stranieri da parte del crotonese Daniele Sorrentino (in arte Hacienda D), abbiamo pensato di conoscere meglio il protagonista di questa interessante campagna di solidarietà a favore della ONG fondata da Gino Strada.

Prima di parlare di “Spiritum for Emergency” ci piacerebbe capire chi si cela dietro questo progetto, quindi la domanda più scontata che possa esserci è: “chi è Hacienda D”?

Hacienda-D è Daniele Sorrentino, un producer crotonese, che ha studiato Sound Engineering/Music Technology per un Università del Regno Unito  e attualmente lavora per un importante Major. Il mio background personale, prima degli studi, è cresciuto con il tempo anche grazie alle persone e ai musicisti che ho incontrato lungo il mio percorso, anche nella città di Crotone. Attualmente vivo in Toscana e continuo con il mio lavoro in studio. Questo album riflette molto le mie influenze artistiche, nonostante siano molto ampie. Mi piace “assaggiare” diversi sound per mescolarli fra di loro, partendo da sonorità british, dall’elettronica e dall’ambient e arrivando fino alle suite orchestrali, ritrovate principalmente in Hans Zimmer.

Il lockdown è stato un momento di ispirazione artistica per molti, per altri invece sono stati mesi di totale apatia, com’è nata l’idea di realizzare un album di beneficenza proprio in questo  momento?

Un mito dice che: durante i momenti difficili nasce l’ispirazione. Fortunatamente il lockdown non mi ha impedito di continuare la mia attività lavorativa, che è in smart-working da sempre. Ho vissuto tutto il periodo della quarantena in solitudine, immerso nella natura, cercando di occupare il tempo in ogni modo, ma soprattutto producendo musica. Non mi sono fermato, anzi, ho cercato di trovare uno sfogo per esorcizzare la negatività che mi circondava. Sicuramente i momenti di apatia sono stati molti e trovare vera soddisfazione in quello facevo è stato difficile. Fino a quando non ho avuto l’idea di fare qualcosa che potesse non solo nutrire l’anima della gente, come sempre riesce a fare la musica, ma anche aiutare concretamente chi si trovava in maggiore difficoltà. Non credo che ci sia un modo particolare per far nascere certe cose, forse semplicemente accadde e basta. Chiamai Vincenzo Belvedere, amico, manager per Maccheroni Label, promoter e organizzatore di concerti di lunga data con cui collaboro da anni, e persona dalla quale ho imparato i fondamenti per conoscere l’ambiente musicale. Lui si prese alcuni giorni per pensarci, ma mi richiamò con un progetto già definito, Emergency accettò la proposta ed eccoci qui.

Come avete scelto gli artisti presenti nell’album?

Avevo qualcosa in mente già prima, artisti con cui ho collaborato o incontrato nel mio percorso musicale. Ma se n’è occupato in prima persona Vincenzo Belvedere, lui conosceva il profilo che cercavo a livello artistico e anche quello più adatto al lavoro di produzione musicale.

È stato bello lavorare con A Toys Orchestra e Violante Placido? E qual è stato l’approccio artistico con i tanti musicisti stranieri presenti nell’album?

È stata una esperienza sensazionale mettere mano a brani di artisti di un certo livello e canzoni che facevano parte della vita degli artisti. Collaborare con loro in prima persona mi ha permesso di entrare nel loro mondo, e ascoltare il loro giudizio sul mio lavoro mi ha riempito d’orgoglio. La cosa che mi ha fatto felice più di tutte è stata regalare delle emozioni anche a loro. In un momento in cui lo spettacolo attraversa una grossa crisi, hanno accettato subito di far parte del progetto benefico, per questo ringrazio tutti di cuore.

 

L’80% degli artisti nell’album sono donne, è stata una cosa voluta o pura casualità?

Non so se considerarla una casualità o meno, nelle pre selezioni degli artisti da inserire nel progetto c’erano moltissimi artisti donne, le quali hanno quasi tutte sposato immediatamente l’idea, da qui questa folta presenza, i miei ascolti comunque si basano solo su delle linee di riferimento puramente artistiche. La musica per me non è un’etichetta, è una forma d’arte che non ammette distinzione di genere, infatti si tratta solo di una questione di percezioni, le stesse che mi hanno permesso di portare avanti il progetto.

Abbiamo ascoltato l’album e benché da profani ci asteniamo dal fare commenti tecnici, l’abbiamo trovato veramente bello, ci aspettavamo canzoni remixate in chiave dance/elettronica ed invece ci siamo imbattuti in brani orchestrali o con basi di elettronica che piacciano tanto anche a noi fans di Sanremo, ci racconti come hai lavorato alla realizzazione del disco?

Dal punto di vista tecnico ho affrontato il lavoro come se fossero vere e proprie mie produzioni. Dalla composizione, all’arrangiamento fino alla post produzione. Ho infatti modellato nuovamente ogni singola canzone utilizzando solo la traccia voce del brano originale. Il mio intento era questo, cercare di dare nuova vita e una filosofia diversa ai brani originali. Genericamente c’è sempre una componente orchestrale nei miei brani, è una parte integrante della mia idea di musica. Ho cercato di trattare con rispetto tutte le canzoni che mi hanno donato, come se fossero mie, conscio che ogni artista è visceralmente legato alle sue canzoni.

Hai preferenza tra i brani che hai rielaborato?

Non particolarmente, ho cercato di dare la stessa intensità emotiva a tutti i brani. Tutte le canzoni mi hanno trasmesso qualcosa d’importante, come se fossero loro stesse a indicarmi la via da intraprendere.

Cosa ti aspetti dall’uscita di “Spiritum for Emergency” il 25 Giugno?

C’è tanta speranza da parte mia, la speranza di ritrovare solidarietà da parte di tutti. Questo è il vero fine del progetto: dare la possibilità di avere un supporto a chi non lo possiede, a causa della situazione di emergenza che si è venuta a creare in questo ultimo periodo. Penso che la musica possa rivelarsi un inaspettato traino emozionale per la raccolta fondi. Fondi che andranno direttamente ad Emergency senza alcun tramite e nessun altro tipo di profitto. Motivo per cui invito, chi ha la possibilità e la voglia, ad acquistare o magari semplicemente ascoltare l’album, perché solo così, grazie a voi, potremo concretizzare il nostro progetto.