Cronaca

Scongiurati gli esuberi al sito della Abramo Customer Care a Crotone

Non ci sarà alcun esubero al sito di Crotone della Abramo Customer Care.

È quanto emerso nel corso dell’incontro che si è svolto questo pomeriggio, nella sede di via Cassiodoro, tra il management della Abramo C.C. e le RSU dei vari siti produttivi della Calabria.

“La Abramo CC – si legge in una nota delle Segreterie Regionali e le RSU SLC-CGIL, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil della Calabria – ci ha comunicato che le riduzioni di volumi del committente Tim hanno comportato una perdita di fatturato di circa 10 milioni sul primo semestre 2019 rispetto al 2018.

Questo a completamento del quadro disastroso che ha visto il mancato rinnovo del contratto per centinaia di lavoratori precari calabresi.

Oggi, in seguito a quanto detto, Abramo ci annuncia una rivisitazione dello staff indiretto (amministrativi, tecnici, responsabili operativi, ecc.) che potrebbe portare ad un esubero di circa 25 Full time.

A questo si aggiunge una pesante riduzione (80%) delle pratiche “BO Scarti” sulla sede di Montalto, sul quale lavorano 61 persone, il che determina un esubero di 50 lavoratori.

Per quanto sopra, proseguono le organizzazioni sindacali – alla fine di una estenuante trattativa, è stato sottoscritto un accordo di FIS per la sede di Montalto di 6 settimane al 30% per la commessa “BO Scarti”.

Sul SITO verrà portata la commessa 119 dove verranno gradualmente spostate 20 risorse.

Inoltre, per gestire al meglio la professionalità già acquisita da alcuni lavoratori sulla commessa 119, il FIS sarà esteso anche al 187 Tecnico ma esclusivamente per la formazione e quindi *senza nessuna perdita di salario.*

Domani verranno svolte, come di consueto, le assemblee sul sito di Montalto, con i lavoratori dei reparti impattati.

Stiamo lavorando, conclude la nota – in sinergia con le segreterie nazionali, per mettere un freno alla scellerata gestione di Tim, oggi abbiamo tamponato un problema con la consapevolezza che la soluzione è ancora lontana.

Non possiamo però continuare a mettere pezze, oggi più che mai è fondamentale mettere regole certe ed esigere che vengano rispettate, per la tenuta di tutto il settore e per la difesa delle migliaia di lavoratori non solo calabresi ma di tutta Italia.