Cronaca

Sanità, “Decreto Calabria”: sit in dei sindacati davanti alla Prefettura di Crotone

Anche a Crotone, come nel resto della Calabria le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL hanno dato vita, davanti alla Prefettura ad un sit-in di protesta.
Al centro dell’iniziativa la richiesta d’incontro con il Governo nazionale e avviare un confronto sulle oramai insostenibili condizioni sanitarie che i cittadini calabresi subiscono.
Le elevate temperature non hanno fermato i manifestanti giunti da diversi comuni della provincia pitagorica. Per l’occasione era stato predisposto un autobus da Petilia Policastro, folta anche la delegazione giunta da Castelsilano. Gli abitanti delle due comunità che ha e sono Sotto un sole cocente con temperature vicine ai 40 gradi, una folta delegazione hanno inteso manifestare sottolineando il grave disagio che vivono le aree interne a seguito della riduzione della guardia medica. Paesi arroccati sulle nostre montagne lontani chilometri dal primo ospedale con i collegamenti stradali noti a tutti.
L’invito alla partecipazione al sit in, che le organizzazioni avevano formulato ai sindaci è stato raccolto solo dal sindaco di Melissa, Raffaele Falbo. Anche la politica era Assente anche la politica, rappresentata dal segretario provinciale del PD Gino Murgi.
Nel corso della manifestazione una delegazione composta da Elsa Bonazza per Cgil, Rosaria Miletta per la Cisl e Fabio Tomaino per la Uil, unitamente ad altri esponenti del mondo sindacale hanno consegnato un documento congiunto di sintesi recante le criticità del sistema sanitario calabrese e alcune possibili soluzioni.
I rappresentanti sindacali hanno manifestato al Capo di Gabinetto della Prefettura, Salvatore Guerra che li ha ricevuti, forti preoccupazioni per la situazione complessiva della sanità regionale, che, nonostante la gestione commissariale che perdura ormai da diversi anni, continua a registrare importanti criticità.
In particolare, le OO.SS. hanno richiesto la convocazione di un tavolo governativo, al fine di analizzare in maniera puntuale le varie questioni che attanagliano la sanità calabrese, tra cui il sistema del reclutamento del personale, l’inamovibilità della dirigenza amministrativa e la mobilità passiva verso le regioni più virtuose.