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San Giovanni in Fiore non dimentica

A cinquant’anni dalla sciagura avvenuta il 30 agosto 1965, la città di San Giovanni in Fiore tiene vivo il ricordo dei lavoratori che persero tragicamente la vita in Svizzera durante la costruzione della diga di Mattmark. Il Sindaco, Giuseppe Belcastro, sta partecipando alle iniziative di commemorazione, organizzate da un comitato con il Patrocinio del Consolato Generale d’Italia di Ginevra e del Governo del Cantone Vallese, che prevedono, tra l’altro, la solenne commemorazione presso la diga di Mattmark con la partecipazione delle autorità svizzere e italiane. Belcastro ha deposto una corona di fiori alla stele che ricorda il sacrificio degli 88 operai. Di questi, 56 erano italiani e 7 provenienti da San Giovanni in Fiore. “Non potevo esimermi – ha detto Belcastro – dal partecipare alle manifestazioni commemorative organizzate in occasione dei cinquant’anni dalla tragedia e dal portare il deferente saluto della città alle vittime”. Nel cantiere di Mattmark si lavorava 24 ore al giorno, sei giorni su sette. Ogni operaio lavorava 59 ore la settimana, anche fino a 16 ore al giorno. L’emigrazione italiana, soprattutto quella meridionale, forniva alla piccola Svizzera le braccia più forti che fecero crescere l’industria e accelerare la modernizzazione del Paese. “Fu una tragedia annunciata, ha ricordato il sindaco di San Giovanni in Fiore. Tutti, infatti, sapevano che il ghiacciaio era instabile e tanti lavoratori lamentarono la cosa all’impresa”. Il 30 agosto del ’65 una valanga di oltre 2 milioni di metri cubi di ghiaccio seppellì per sempre gli operai e le loro denunce. Per questa tragedia furono assolti tutti gli imputati, accusati di omicidio colposo, e i familiari delle vittime furono condannati al pagamento delle spese processuali. In contemporanea alle celebrazioni in Svizzera, a San Giovanni in Fiore l’Amministrazione Comunale, insieme ai cittadini,  commemora le vittime  presso la Scuola ‘Dante Alighieri’. Tra le iniziative una mostra fotografica, la proiezione di un filmato sulla tragedia e la lettura di alcuni testi accompagnati da sottofondi musicali e canti polifonici. “Questa tragedia – ha concluso il primo cittadino Belcastro- rimane incisa nel cuore di tutti noi sangiovannesi. Non possiamo e non vogliamo dimenticare”.