Attualità

A San Giovanni in Fiore gli “Invisibili” occupano il Comune

Sempre più “Invisibili”, ad una settimana dall’avvio della loro protesta i disoccupati di San Giovanni in Fiore continuano sono sempre più soli.
La loro protesta sembra non interessare nessuno ed è avvolta nel silenzio assordante della politica.
Da qui la decisione assunta nel pomeriggio di occupare il Municipio.
Un’azione forte che arriva dopo l’incontro avuto con il sindaco Belcastro, incontro che non ha convinto a pieno i manifestanti che chiedevano un Consiglio Comunale aperto in cui dibattere il loro problema e teso a fare in modo che la politica si assuma delle responsabilità.
Purtroppo a causa del dissesto in cui si trova il comune diventa difficile vedere delle prospettive, questa una delle ragioni che spinge i manifestanti ad essere scettici su una possibile soluzione che venga dall’Amministrazione, da qui la richiesta  protocollata del Consiglio Comunale aperto.
Ad oggi infatti, oltre all’incontro con il prefetto Tomao e con il sindaco Belcastro nessuno si è preoccupato di capire le ragioni che hanno portato queste persone a manifestare.
Nell’indifferenza della politica e del mondo sindacale i manifestanti sono però cresciuti di numero.
La notizia della protesta ha fatto sì che i 200 diventassero 300 perché nel frattempo altri disoccupati, condividendo la loro azione hanno deciso di unirsi al gruppo.
Quella che si sta vivendo, sostengono i manifestanti, è una situazione di profondo disagio in cui niente si profila all’orizzonte.
Profonda delusione viene denunciata anche nei confronti del mondo sindacale che non ha inteso affiancarsi e sostenere la protesta.
Al loro fianco solo il professor Paolo De Marco che dopo aver espresso solidarietà ai manifestanti sta indicando loro possibili strade che potrebbero essere percorse.
Tra le proposte il Turnover in Calabria Verde, il controllo del patrimonio boschivo e la lotta alla processionaria.
Proposte che i manifestanti intendo portare ad un eventuale tavolo istituzionale nel momento in cui la politica e il sindacato decidessero di affrontare questa delicata vertenza
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