Attualità

Quaresima 2020, Monsignor Panzetta scrive ai fedeli: “Vivere il cammino quaresimale come un percorso serio di ascolto rinnovato”

Fratelli e sorelle nel Signore,

all’inizio della Quaresima, voglio far giungere all’intera comunità ecclesiale la mia voce ed il mio incoraggiamento per vivere questo periodo speciale (vero e proprio kairòs) in preparazione alla Pasqua del Signore che costituisce il centro della vita della Chiesa.

L’itinerario quaresimale non consiste in un generico richiamo al rinnovamento spirituale e alla conversione, ma è un cammino comunitario che noi facciamo con la Chiesa stessa, nostra Madre, alla sequela di Cristo, che guida il suo popolo, scelto ed acquistato con il suo sangue, nell’esodo che porta al Padre ed al recupero della piena libertà di figli, in una vita nuova.

Il cammino che segna questo nuovo tempo liturgico ha inizio con un gesto, quello dell’imposizione delle ceneri, che evoca la precarietà della nostra condizione umana e che invita a indirizzare il nostro cammino verso la Pasqua, con una rinnovata volontà di conversione e di fede, nel quale il Signore, con amore di Padre, ci invita a riscoprire il senso cristiano della vita nella sua originalità che si è mostrata pienamente nel mistero pasquale di Cristo.

Il santo Padre Francesco, nel suo messaggio per la quaresima di quest’anno, ha richiamato il legame profondo che esiste tra il mistero pasquale e la conversione, presentandola come una risposta favorevole all’annuncio pasquale del Kerigma e come un’adesione trasformante alla vita nuova dischiusa e partecipata nella risurrezione del Signore.

Nella scia di quanto Papa Francesco ha scritto, invito tutta la nostra Chiesa diocesana a vivere l’itinerario quaresimale come un percorso nel quale intraprendere itinerari che tengano conto dei vari aspetti del cambio di vita che si genera quando si accoglie seriamente la grazia della Pasqua di Cristo nella propria esistenza.

In tale direzione, le nostre comunità dovrebbero elaborare proposte che tengano conto della complessità multiforme del dinamismo della conversione. Infatti, senza voler schematizzare un percorso che si vive in balìa dello Spirito, si possono individuare almeno quattro volti della conversione, perché essa può essere:

– religiosa, quando prende corpo in un’esperienza nella quale si passa dall’ignoranza nei confronti di Dio ad una conoscenza che porta il credente a scoprire primato di Signore che è considerato come il tutto, come quella realtà che è al disopra altra cosa.

– Morale, quella che chiede di passare dal primato di Dio al cambiamento del proprio modo di comportarsi; tale mutamento prende corpo nella scelta di aderire alla verità di Dio nella rettitudine di un’esistenza intenzionata dal bene e dalla verità morale.

– Intellettuale, quando è in gioco l’intelligenza che, dopo essersi orientata a partire da punti di vista diversi, o addirittura confusi, finalmente trova un principio che le permette di orientarsi e di ragionare autonomamente nella complessità della vita. Si tratta di un passaggio difficile ma indispensabile perché abilita al discernimento aiutando a comprendere, e quindi anche a rendere ragione di fronte agli altri, delle esigenze della verità e del bene.

– Mistica, è quella conversione nella quale si entra in una condizione che permette di cogliere immediatamente la presenza di Dio in ogni cosa. Si tratta di un percorso di semplificazione che chiama in causa il primato della grazia e l’ineludibile risposta umana, abilitando ad uno sguardo peculiare sulla realtà che risulta impregnata della presenza del Signore: tutta la realtà trova la sua luce ultima nella radiosità del Risorto.

Nella luce di questa complessità, la proposta della conversione, come meta ecclesiale del pellegrinaggio quaresimale, deve esser presentata come un cammino nel quale tutti devono inseguire lo stesso obiettivo ma secondo tappe e modalità diverse, in quanto ognuno ha il proprio cammino di vita, che conosce tappe e tempi dettati dalla grazia di Dio e dalla originalità di ogni persona che ha qualità e limiti particolari.

Le comunità, e soprattutto i pastori che le guidano, invitino tutti a vivere il cammino quaresimale come un percorso serio di ascolto rinnovato del Kerigma, un itinerario nel quale ognuno, sia personalmente abilitato a interrogarsi su quanto la buona notizia abbia cambiato e convertito la propria vita.

Sono certo che l’accompagnamento personale, all’interno dell’unico cammino ecclesiale, sia la strada migliore perché tutti siano aiutati a scoprire la verità della propria situazione davanti a Dio e quindi a riconoscere gli spazi di maturazione verso un’esistenza ritmata sui tempi del mistero della Pasqua di Cristo.

Perché la Quaresima sia una vera occasione di grazia, tutta la comunità diocesana, come comunità educante, si metta a disposizione della volontà salvifica di Dio e dei percorsi delle persone che devono essere accolte, amate e quindi accompagnate nei passi che segnano le strade di ognuno.

In questo sforzo educativo, che coinvolge il cammino della comunità, un posto di rilievo hanno i presbiteri che, in questo tempo liturgico, vivono un tempo particolarmente ricco di iniziative intenzionate dal desiderio che i fedeli vivano la Quaresima come un vero itinerario di fede che conduca alla scoperta della vita nuova che è sgorgata dalla vittoria pasquale di Cristo. Perché questi sviluppi di grazia si realizzino, esorto tutti a non far mancare ai fedeli il pane abbondante della Parola di vita, della grazia sacramentale e a saper utilizzare, con sapienza e generosità, i tesori di catechesi che la liturgia quaresimale ci mette a disposizione ogni giorno.

Per concludere, ci poniamo sotto la protezione della Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra, particolarmente durante questa Quaresima.

Chiediamo a Dio, per intercessione della Madre di Dio, di guidare i nostri passi verso ciò che sarà sua gloria e nostro bene e di elargirci la sua benevolenza e l’abbondanza delle sue grazie.

Buon cammino a tutti!

+Angelo Raffaele
Arcivescovo

(foto Danilo Ruberto)