Cronaca

Processo “Heracles”: la Cassazione conferma le condanne per 30 imputati

Pene confermate, dalla seconda sezione della Suprema Corte di Cassazione, per gli imputati del procedimento scaturito dall’Operazione Heracles, condotta dalla direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, dal PM PierPaolo Bruni, contro presunti affiliati alle famiglie della ‘ndrangheta crotonese.
Due i tronconi dell’inchiesta “Heracles” che risale all’ aprile 2008, il primo avviato il 7 aprile del 2008, che portò all’arresto di 39 persone, ed il secondo, scaturito dall’operazione “Perseus” che portò all’esecuzione di 55 provvedimenti cautelari emessi dal gip di Catanzaro nei confronti di soggetti ritenuti affiliati alla cosca crotonese Vrenna- Corigliano-Bonaventura il 27 novembre dello stesso anno. Nel corso dell’attività investigativa fu fatta luce sugli omicidi di Francesco Gallo e Leonardo Covelli, uccisi a Crotone nel 2000, per contrasti interni alla cosca, e di smantellare gli arsenali del sodalizio criminale.
La Cassazione, nella seduta dell’11 dicembre scorso, ha annullato con rinvio ad altra sezione l’assoluzione del 44enne Leonardo Cardamone per l’accusa di concorso nell’omicidio di Leonardo Covelli detto Dino.
Cardamone era stato assolto da questa accusa dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro il 14 gennaio del 2016. I giudici hanno inoltre annullato senza rinvio la sentanza d’appello del 48enne Antonio De Biase rideterminando la pena a 9 anni 4 mesi e 10 giorni.
Gli ermellini hanno, inoltre, confermato la sentenza per gli altri indagati:

Annibale Barilari 8 anni e 6 mesi,
Gaetano Barillari 8 anni e 6 mesi
Giuseppe Barillari 4 anni e 4 mesi
Roberto Bartolotta 6 anni 4 mesi e 6 giorni
Domenico Berlingeri 6 anni e 8 mesi
Francesco Castelliti 6 anni
Tommaso Ciliberto 6 anni e 4 mesi
Domenico Elia 11 anni e 4 mesi
Giovanni Antonio Foresta 6 anni e 5 mesi
Luigi Foschini 11 anni 10 mesi e 20 giorni
Alessandro Frisenda 9 anni dieci mesi e 20 giorni
Fortunato Giungata 6 anni sette mesi e 4 giorni
Rocco Laratta 10 anni e 6 mesi
Giuseppe Macrì 8 anni e 10 mesi
Antonio Martino 6 anni e 8 mesi
Guerino Megna 8 anni nove mesi e 10 giorni
Domenico Pace 12 anni e 4 mesi
Salvatore Pettinato 5 anni 9 mesi e 24 giorni
Giovanni Rizzo 6 anni e 10 mesi
Pantaleone Russelli 15 anni 6 mesi e 20 giorni
Gaetano Santoro 6 anni 9 mesi e 17 giorni
Pasqualino Trusciglio 8 anni e 8 mesi
Luciano Vaccaro 8 anni 9 mesi e 10 giorni
Maurizio Valente 9 anni e 8 mesi
Ugo Vallone 6 anni e 8 mesi
Sergio Vrenna 14 anni e 8 mesi

Assolti:

Antonio Foschini
Nicolino Grande Aracri
Carmelo Gullà
Francesco Gummari
Giuseppe Lidonnici

La condanna più alta è stata sentenziata a carico di Pantaleone Russelli, presunto boss scissionista dell’omonima cosca crotonese, conosciuta anche come quella dei “Papaniciari”.
I reati contestati agli imputati riguardano: attentati, estorsioni, armi, danneggiamenti e traffico di droga.
A dieci anni dall’operazione con un processo di primo grado, due appelli e alcuni ricorsi in Cassazione diventano definitive le condanne di gregari e presunti capi delle cosche crotonesi: Vrenna-Bonaventura-Corigliano; Megna di Papanice con gli scissionisti di Pantaleone Russelli
Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati: Paolo Carnuccio, Luigi Falcone, Giuseppe Gallo, Enzo Ioppoli, Francesco Laratta, Mario Lucente, Mario Prato, Sergio Rotundo, Fabrizio Salviati, Giuseppe Spinelli, Salvatore Staiano, Leo Sulla, Aldo Truncè, Gregorio Viscomi, Enzo Vrenna.

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