Cultura & Spettacolo

Presentato alla libreria Cerrelli l’ultimo libro di Maurizio Fiorino “Ora che sono nato”

“Ora che sono nato”, terzo libro all’attivo per lo scrittore e fotografo Maurizio Fiorino.
Un romanzo ambientano in una provincia del Sud Italia negli anni Novanta, in una famiglia molto bizzarra e a tratti tragicomica, composta da madre nevrotica, anaffettiva, sempre in collera con il marito, un padre megalomane e scaramantico fino all’inverosimile, una sorella bugiarda patologica e un fratello bullo e balbuziente. Poi c’è lui, Fortunato Goldino detto “Nato”. Un ragazzo completamente diverso dal resto della sua famiglia,
È lui, nel libro a raccontare gli innumerevoli episodi che hanno segnato la sua infanzia e la sua adolescenza il suo desiderio di emancipazione.
Un romanzo agrodolce con cui Maurizio Fiorino cattura l’attenzione del lettore e lo induce a una riflessione attenta sul tema della diversità, della solitudine di chi viene lasciato solo, vittima dell’indifferenza e della superficialità che caratterizza l’uomo.
Un invito a resistere e ad esistere, rispetto a ciò che accade nella società d’oggi, a guardarsi dentro a spogliarsi delle paure e a vivere la propria vita in piena e totale libertà e autonomia.
Ancora una volta, come era già accaduto con “Amodio” e “Fondo Gesù” Maurizio Fiorino riesce a fotografare, attraverso le parole l’animo umano, le sue debolezze, le sue sconfitte ma anche la bellezza della libertà, del coraggio nell’essere se stessi, scrollandosi di dosso le etichette che spesso, troppo spesso vengono appiccicate creando molte volte vere e proprie forme di discriminazione .
Un vero e proprio raccontare e raccontarsi, che pone in risalto il valore dell’amicizia, di bisogno di rispetto, fondamentale nelle relazioni umane al fine di evitare di divenire schiavi delle aspettative altrui.
La presentazione del libro, avvenuta nella storica libreria Cerrelli a Crotone, ha fatto registrare una folta presenza di pubblico piacevolmente colpito dal giovane e talentuoso scrittore, dalla voce recitante di Andrea Giuda e dalla maestria di Federico Vaccaro alla fisarmonica, il tutto sapientemente diretto da Paolo Cerrelli.