Attraverso un comunicato stampa, i consiglieri comunali del gruppo “Per la Nostra Crotone” — Giuseppe Trocino, Massimo Criscuolo, Alfonsino Gaetano e Mario Venneri — riaccendono i riflettori sui lavori di riqualificazione e recupero della piscina ex CONI, uno dei cantieri simbolo finanziati nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS). Al centro della denuncia dell’opposizione c’è la Determinazione Dirigenziale n. 2793 dello scorso 17 settembre, firmata dal dirigente del Settore 4 del Comune di Crotone, che ha approvato la perizia di variante n. 2 certificando un incremento netto dei costi di cantiere del 39,65%. Un aumento che fa salire l’importo dei lavori da 4,13 a oltre 5,72 milioni di euro, portando il quadro economico complessivo dell’opera alla cifra di 6.842.464,88 euro, ben oltre la dotazione iniziale del finanziamento pubblico pari a 6,2 milioni.
Nel comunicato stampa, i consiglieri comunali evidenziano che la lievitazione dei costi è legata in gran parte alla sostituzione della copertura dell’impianto, passata dal materiale in policarbonato inizialmente previsto a una struttura in vetro. Una modifica giustificata negli atti dalla necessità di fronteggiare le “condizioni ambientali marine” e migliorare le prestazioni energetiche, la cui spesa aggiuntiva supera il milione di euro. Tra le varie voci inserite nella perizia figurano inoltre prescrizioni tecniche integrative, adeguamenti per opere strutturali e la dicitura relativa a “quantità impalcati e soletta omesse” nel computo iniziale. Per coprire lo sforamento, rimarca il gruppo politico, l’amministrazione comunale ha dovuto stanziare oltre 594 mila euro di risorse proprie dal bilancio dell’Ente, procedendo contestualmente ad azzerare i fondi precedentemente destinati ad arredi e forniture dell’impianto.
Di fronte a questo quadro economico, i rappresentanti di “Per la Nostra Crotone” hanno depositato un’articolata interrogazione a risposta scritta per chiedere chiarimenti al Sindaco e alla Giunta sulla validazione del progetto originario e sulla prevedibilità dei fattori ambientali legati alla vicinanza della struttura alla costa. I consiglieri esprimono forte preoccupazione per l’azzeramento delle somme destinate agli arredi, rischio che potrebbe compromettere la futura fruibilità della piscina. Oltre a sollecitare verifiche sulla corretta trasmissione degli atti all’ANAC, Trocino, Criscuolo, Gaetano e Venneri annunciano l’invio dell’intera documentazione alla Procura Regionale della Corte dei Conti per l’accertamento di eventuali ipotesi di danno erariale.
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