Attualità

Pesca, un settore in crisi: incontro sulla tutela e diritti dei pescatori

I problemi e le proposte della Flai Cgil sul comparto pesca sono stati al centro di un incontro svoltosi presso la sede dell’ARCI alla presenza di Antonio Puccillo del Dipartimento Pesca- Flai Cgil.

Da diversi anni il settore sta vivendo una difficile crisi economica ed occupazionale, occorre rilanciarlo, partendo dal sostegno di coloro che in questo settore operano da sempre e che da sempre ne denunciano il collasso, anche a seguito di normative europee, sempre più orientate a ridurre le giornate di lavoro, reso precario dai problemi creati dal maltempo.

In questa direzione sta operando la Flai Cgil che ha avviato da tempo la campagna “Diritti in marineria” in tutta Italia su tutele e diritti nel settore della pesca.

Parliamo di un settore che in Italia dà lavoro a circa 20mila persone, un comparto che vive una condizione ai limidi della sopravvivenza e subisce una serie di regolamenti che tendono a tutelare la risorsa ma hanno avuto effetti devastanti sulla marineria.

“I pescatori – ha sottolineato Antonio Puccillo – sono al collasso con un sistema che li costringe a stare molto spesso fermi per tutelare la risorsa. Tutto questo si scontra con la mancanza di alcune garanzie che questo Paese non ha riconosciuto al settore, prima fra tutte la Cassa Integrazione. Questo è l’unico settore che non ha un sistema di ammortizzatori sociali strutturato, ciò significa che i pescatori, essendo obbligati a stare fermi per tutelare la risorsa, durante i periodi di fermo biologico e se a questo aggiungiamo anche i periodi di inattività legati al cattivo tempo, ormai la condizione li sta portando veramente al collasso. Quello che chiediamo come organizzazione sindacale – ha sostenuto ancora Puccillo – è la necessità di vedere riconosciuto questo diritto, vale a dire un ammortizzatore strutturato che intervenga a sostegno dei lavoratori e delle imprese. La mancanza del riconoscimento delle malattie professionali, questo è infatti un settore che non vede riconosciuto così come non viene riconosciuto il lavoro usurante, viste le condizioni in cui lavorano.Il fisico viene devastato dopo anni e anni di lavoro con condizioni meteo-marine averse.
Se non si interviene, questo settore continuerà a perdere occupati, tra quanti ci sono, ma soprattutto non avrà ricambio generazionale.
Per quanto concerne il problema della mancata erogazione delle royalties è giunto il momento di mettere un punto dopo quattro anni di ritardo. L’intento è di aprire una vertenza vera su questo tema. In Italia la condizione è assurda, addirittura nella finanziaria in bilancio non c’é voce e la pesca non deve essere dimenticata per evitare che sparisca”.

All’iniziativa hanno inoltre preso parte: Battista Platì, segretario generale della Flai-Cgil Area Vasta, Stefania Taverniti segretario Flai-Cgil Area Vasta, il segretario generale della Flai-Cgil Calabria Bruno Costa, Raffaele Mammoliti segretario generale della Cgil Area Vasta e il consigliere comunale Ilario Sirgiovanni.