Cronaca

Passaggio di consegne tra l’ex commissario per l’attuazione del Piano di rientro della sanità calabrese, Massimo Scura, e il nuovo commissario, Saverio Cotticelli

Si è svolto questa mattina, a Catanzaro, il passaggio di consegne tra l’ex commissario per l’attuazione del Piano di rientro della sanità calabrese, Massimo Scura, e il nuovo commissario, Saverio Cotticelli, accompagnato dal sub commissario Thomas Schael. L’incontro è durato oltre tre ore e mezza: al termine, il nuovo commissario Cotticelli ha parlato di passaggio di consegne “molto serio e molto scrupoloso”.
“Lascio una sanità molto migliore rispetto a quella che ho trovato, sia per il numero dei servizi attivati a livello ospedaliero e territoriale sia per la prevenzione”. Lo ha detto l’ex commissario per l’attuazione del Piano di rientro della sanità calabrese, Massimo Scura, parlando con i giornalisti al termine del passaggio di consegne con il suo successore, Saverio Cotticelli. “Purtroppo – ha aggiunto Scura – i numeri non sono quelli reali, perché mancano i flussi sui Lea che non sono arrivati a Roma, ma sono estremamente tranquillo. Sotto il profilo economico abbiamo ancora una perita piuttosto elevata, nata dal fatto che abbiamo alzato i tappeti e abbiamo eliminato la polvere che c’era sotto, e questo si e’ tradotto in gestioni straordinarie e sopravvenienze passive, risalenti addirittura al 2008 e 2009, gli anni terribili della sanità, quando – ha ricordato l’ex commissario – si sono nascosti sotto il tappeto debiti e debiti per far apparire in pareggio bilanci che non erano in pareggio, e ci sono poi debiti pregressi. Si sta lavorando fortemente su questo versante, e sono convinto – ha concluso Scura – che la nuova struttura commissariale saprà proseguire in tal senso in modo ancora più efficace”. “Sono stato lasciato completamente solo da Roma e dalla Regione”. Ha proseguito l’ex commissario per l’attuazione del Piano di rientro della sanità calabrese, Massimo Scura. “Quello che avrei voluto fare – ha proseguito Scura – è proseguire nella mia azione, sotto il profilo dei servizi e sotto il profilo economico, l’unico rammarico è non aver potuto continuare. Sul piano dei risultati, sono con la coscienza oltremodo tranquilla: di più non potevo fare, perché sono stato lasciato completamente solo”. L’ex commissario ha specificato di essere stato “lasciato completamente solo intanto da Roma, che per un anno e mezzo non mi ha dato il sub commissario, sono rimasto un anno e mezzo senza il supporto di Agenas e dell’Advisor. E sono stato lasciato solo dalla Regione, che per un anno e mezzo ha fatto ostracismo non solo a livello personale ma anche a livello di Dipartimento Tutela della Salute, che – ha sostenuto Scura – è sostanzialmente distrutto: é una cosa che, purtroppo, non lascio io ma la Regione in eredità alla nuova struttura commissariale, e sarà un problema serio”. L’ex commissario ha poi aggiunto: “La mia esperienza in Calabria penso che finisca qui, salvo decisioni che al momento non conosco. Al nuovo commissario Cotticelli ho detto che, tutte le volte che avrà bisogno della mia collaborazione, io sono a disposizione. Io amo la Calabria, penso di aver profuso lo spirito di legalità, trasparenza e competenza richiesto dal ministro, al quale aggiungerei anche – ha rilevato Scura – passione e credibilità e autorevolezza. Quanto al mio incarico all’Asp di Reggio Calabria, occorrerà una presa di posizione della struttura commissariale entrante, perché al momento, dal punto di vista normativo e formale, io sono ancora il soggetto attuatore e quindi il rappresentante legale dell’azienda reggina”. Scura, infine, ha fatto riferimento con i giornalisti anche ai suoi rapporti con gli erogatori privati, spesso tesi: “Il fronte aperto con i laboratori privati e’ un’invenzione dei laboratori privati. Ci sono le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. Quando le sentenze del Tar sembravano favorevoli, i laboratori privati cantavano vittoria, adesso che il Tar ha fatto non una sospensiva ma una sentenza che da’ ragione al commissario, ora non valgono più le sentenze. Ma – ha concluso l’ex commissario della sanità calabrese – le sentenze vanno rispettate, da tutti”.

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