Cronaca

Ospite del Centro di accoglienza di Sant’Anna trova smartphone e lo fa riavere al proprietario

Riceviamo e pubblichiamo

Saman è il nome di una persona che sa di straniero, infatti lui è Iracheno e vive nel Centro Migranti di Sant’Anna di Crotone da circa sette mesi, scoraggiato, limitato nel progettare la sua vita e le sue relazioni. Saman è anche il nome di un ragazzo che nonostante la vita restrittiva a cui è costretto, per ottenere un permesso di soggiorno è un parrucchiere, che ha già lavorato in Danimarca, dove vuole ritornare, ma che per delle regole Europee deve espletare le sue pratiche nel paese di sbarco.
Il suo peregrinare per trovare una meta, lo vede protagonista di un episodio avvenuto una settimana fa all’autostazione Romano quando ritrova un cellulare e lo riconsegna alla polizia per restituirlo al legittimo proprietario.
Il gesto compiuto non è stato riportato da lui, ma lo ha confermato raccontando i dettagli quando gli è stato chiesto.
Non lo ha ritenuto necessario perché secondo lui non c’era nulla da raccontare, era scontato.
Sebbene il gesto risulti essere naturale, ci insegna qualcosa di più profondo.
Vivere in un posto che per quanto ci si sforzi di renderlo accogliente e grazioso, rimane un centro di identificazione e smistamento con tempi piuttosto lunghi.
La Croce Rossa si prodiga per mantenere alto l’umore degli ospiti presenti, per la forte empatia degli addetti ai lavori che credono in quel simbolo rosso e nell’umanità.
Tuttavia spesso la desolazione, la frustrazione e l’intolleranza verso ciò che intralcia il nostro cammino ci porta a compiere azioni che potremmo definire quasi “cattive”.
Saman avrebbe potuto buttare quel cellulare, avrebbe potuto regalarlo a qualche ragazzo suo connazionale, avrebbe potuto venderlo per qualche euro. Non lo ha fatto, la cosa straordinaria è questa. Abbiamo saputo per vie traverse che il cellulare consegnato al legittimo proprietario, era di un anziano signore e all’interno erano contenuti tutti i contatti dei sui familiari che vivono fuori sede. Tutto ciò rende ancora più prezioso il gesto compiuto dal giovane iracheno.
Il Direttore del Centro Governativo Dott. Pasquale Colurcio, nell’esprimere tutto il suo apprezzamento ha sostenuto che: ”le persone per bene rimangono tali sempre e per sempre nonostante le avversità, le umiliazioni e la rabbia per presunte o reali ingiustizie.
Grazie Saman per averci regalato lo spunto per una riflessione sull’essere persone per bene e lo si è quando si aderisce nonostante tutto alla propria e personale etica.

R.G.