Cronaca

Operazione Viceré, frode fiscale: La Guardia di Finanza arresta il vice prefetto dell’Isola d’Elba e altre otto persone

Ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del vice prefetto dell’Isola d’Elba e di un pregiudicato appartenente a una nota famiglia di ‘ndrangheta attiva in Piemonte e già mandante dell’omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia. Il provvedimento disposto dal Gip del tribunale di Livorno, Marco Sacquegna, è stato eseguito stamane dalla Guardia di finanza del Comando provinciale di Livorno. Per altre sette persone sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre altre 27 sono state denunciate. E’ il bilancio dell’operazione Viceré  che ha visto i finanzieri contestare a vario titolo i reati di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, porto abusivo di esplosivi (da impiegare per un atto di intimidazione nell’ambito di un regolamento di conti), contrabbando di 9 tonnellate di sigarette, indebita compensazione di debiti tributari tramite fittizie compensazioni, illecita sottrazione al pagamento delle accise sugli alcolici, anche mediante falso in documenti pubblici informatici.
L’operazione e’ stata condotta in diverse province (Livorno, Torino, Asti, Padova, Ravenna, Forli’, Pisa, Pistoia, Campobasso, Napoli, Salerno, Lecce e Brindisi) con l’impiego complessivamente di circa 120 militari.
Dalle indagini emerge che il funzionario pubblico, tra le altre cose, e’ accusato di aver programmato un attentato dinamitardo per vendetta: ritenendosi vittima di una truffa immobiliare assieme a un amico livornese, avrebbe pianificato con questo la ritorsione dando l’incarico a altro componente dell’associazione di recuperare dell’esplosivo da utilizzare per ‘far saltare’ le auto del presunto truffatore o di suoi familiari.
Il vice prefetto, inoltre – sempre secondo quanto emerso dalla indagini della Fiamme Gialle – era destinatario di cartelle esattoriali, gia’ iscritte a ruolo, per oltre 115mila euro che sarebbe riuscito ad abbattere, grazie all’intervento del complice calabrese sfruttando, in compensazione, inesistenti crediti Irpef. Le indagini hanno quindi consentito di rilevare che le indebite compensazioni non rappresentavano un caso isolato: tra il 2016 e il 2017 altre sette persone hanno ottenuto nello stesso modo l’abbattimento dei debiti col fisco per un valore complessivo di circa un milione di euro. Le Fiamme Gialle, nel corso delle indagini, hanno anche scoperto che l’organizzazione aveva rilevato una societa’ di trasporti con sede in Torino tramite la quale hanno affittato un capannone industriale nella localita’ Castelnuovo Don Bosco (Asti) per realizzare un “deposito fiscale” da utilizzare per operazioni illecite.
L’inchiesta ha anche permesso di registrare “frenetici contatti” tra i componenti dell’organizzazione per fornire agli uffici doganali la documentazione necessaria a ottenere l’autorizzazione ad operare nel settore degli alcolici sottoposti ad accisa. Sarebbero stati realizzati diversi trasporti – una trentina al mese – di alcolici sottratti al pagamento delle imposte. Gli indagati sono anche risultati coinvolti nel traffico di 9 tonnellate di sigarette per valore complessivo di 1,5 milioni di euro che si accingevano a far entrare di contrabbando nascoste in un container giunto nel porto di Livorno.