Cronaca

Operazione “Stop and go”: Vacillano le accuse nei confronti dei dirigenti e funzionari dell’Asp di Catanzaro

Annullata, dal Tribunale del Riesame di Catanzato, in sede d’appello, la misura interdittiva a carico del direttore amministrativo dell’Asp, Giuseppe Pugliese.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Laratta, è riuscita a dimostrare al Giudice del riesame, che Giuseppe Pugliese, si é attivato per sospendere l’erogazione delle somme nel momento in cui si è reso conto di ciò che si stava verificando all’ASP di Catanzaro.
Lo scorso 17 luglio i militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati dalla locale Procura, eseguirono nove misure cautelari nei confronti di dirigenti e funzionari dell’A.S.P. di Catanzaro, indagati, a vario titolo, per concorso in peculato aggravato e favoreggiamento personale. In particolare si tratta di due arresti domiciliari e sette misure interdittive nonche’ il sequestro di beni per oltre 300mila euro.
L’annullamento dell’interdizione a Giuseppe Pugliese è arrivato dopo la revoca nei confronti di Francesco Francavilla (direttore amministrativo dei Presidi Ospedalieri di Lamezia, Soverato e Soveria dell’Asp), Francesco Grillone (collaboratore amministrativo dell’Unità operativa, addetto alla gestione di spesa dell’Asp), Maurizio Rocca (dirigente medico dell’Azienda), Giuseppe Fazio, Silvia Lanatà e Dario Marino (dipendenti addetti al servizio Ingegneria Clinica), difesi dagli avvocati Gregorio Viscomi, Giovanni Caridi, Gregorio Casalenuovo, Giovanni Grotteria, Enzo lopoli, Marcella Allevato, Eugenio Perrone e Luigi Sciumbata.
Nei loro confronti,  le accuse  mosse dal sostituto procuratore, Fabiana Rapino, sulla scia degli elementi raccolti, per mesi e mesi, dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria Gruppo tutela spesa pubblica, che avevano stretto il cerchio anche su Giuseppe Romano (direttore del servizio informativo dell’Asp) e leso Rocca (dipendente addetto al servizio informativo aziendale e stretto collaboratore di Romano), gli unici due indagati sottoposti dal gip, Barbara Saccà, alla misura cautelare degli arresti domiciliari, nelle more sostituita con quella più lieve dell’interdizione per la durata di 4 mesi, in accoglimento parziale della richiesta di misura cautelare in carcere sollecitata dal magistrato della Procura.
Spetterà ora al sostituto procuratore, Fabiana Rapino, delineare con esattezza presunti ruoli e responsabilità e procedere alla chiusura delle indagini o all’archiviazione.

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