Cronaca

Operazione “Stige”, primi provvedimenti di scarcerazione, in tre finiscono ai domiciliari

Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha iniziato ad emettere i primi provvedimenti di scarcerazione nell’ambito dell’Operazione Stige.
Uno di questi provvedimenti ha rimesso in libertà Federico Menotti, 67 anni, responsabile dell’Ufficio tecnico del comune di Mandatoriccio, difeso dagli avvocati Giovanni ed Aldo Zagarese.
Per l’uomo erano scattate le manette il 9 gennaio scorso durante l’operazione “Stige” condotta dalla Dda di Catanzaro insieme all’ex Sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici, all’ex vicesindaco Mazza e a Giovanni Caruso. L’accusa a carico di Menotti e degli altri indagati riguardava la turbativa di un appalto pubblico, nello specifico il bando per l’affidamento dei lavori consistenti nella vendita di materiale legnoso ritraibile dal taglio di un bosco nelle montagne di Mandatoriccio.
Secondo l’accusa tale bando era stato manovrato in modo tale da risultare affidato ad una specifica ditta legata ad ambienti malavitosi. Il Tribunale del riesame ha dunque rimesso in libertà seduta stante Federico Menotti in attesa degli sviluppi del processo.
Scarcerato anche l’imprenditore Nicola Flotta, 59 anni, imprenditore turistico, amministratore unico della società “Tourist-Service A.T.R.R. Srl” di Mandatoriccio e proprietario del castello Flotta.
All’imprenditore turistico viene contestata l’associazione a delinquere di stampo mafioso.
Torna in libertà, per annullamento della misura l’imprenditore crotonese Andrea Villirillo, 41 anni a cui viene contestata l’associazione a delinquere finalizzata all’emissione di fatture false con l’aggravante mafiosa.
Annullamento della misura anche per l’imprenditore Rocco Villirillo, 22 anni di crotone anche lui, come il fratello accusato associazione a delinquere finalizzata all’emissione di fatture false con l’aggravante mafiosa.
In libertà anche Antonio Manica di 46 anni, imprenditore edile residente a Prato e originario di Crotone, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Per gli inquirenti, Manica non sarebbe affiliato alla ‘ndragheta, ma avrebbe fornito un supporto di tipo economico, finanziando, di fatto, il clan, al pari di altri arrestati in varie province italiane. Riguardo alla sua ditta edile pratese, va sottolineato che , non sono state riscontrate irregolarità e non è mai stata sequestrata.
Scarcerato Roberto Corbo, 42 anni di Sessa Aurunca (CE)  accusato di concorso esterno.
In libertà anche l’ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Mandatoriccio, Filippo Mazza di cui avevamo già dato notizia.
Ai domiciliari è finito, il 37 enne imprenditore campano, Aniello Esposito, l’uomo prima dell’arresto gestiva tre centri di prima accoglienza per immigrati, uno ad Afragola, uno a Cirò Marina, e uno a Dugenta in provincia di Benevento.
Esposito, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, per gli investigatori era il procacciatore di fondi pubblici per la gestione del centro d’accoglienza “Sant’Antonio” di Cirò Marina.
Ai domiciliari è finito anche Francesco Maiolo, 42 anni di Isola Capo Rizzuto, dipendente di Poste Italiane accusato di associazione a delinquere finalizzata all’emissione di fatture false con l’aggravante mafiosa.
Domiciliari anche per Gaetano Russo, 38 anni di Crotone, difeso dall’avvocato Fabrizio Salviati.  A Russo è stata annullata la misura parzialmente (art.7) accusato di associazione a delinquere finalizzata all’emissione di fatture false.