Cronaca

Operazione “Lande desolate”: nuovo avviso di garanzia al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio

La Procura di Catanzaro ha notificato un nuovo avviso di garanzia al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, nell’ambito dell’inchiesta “Lande desolate” della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo calabrese su presunti appalti “pilotati”. La nuova ipotesi di reato contestata al presidente della Regione dalla Procura e’ quella di corruzione: secondo l’accusa, Oliverio avrebbe concesso all’imprenditore Giorgio Barbieri, ritenuto dagli inquirenti vicino alla cosca di ‘ndrangheta dei Muto e anch’egli coinvolto nell’inchiesta “Lande Desolate”, un finanziamento non dovuto nell’ambito dell’appalto della sciovia di Lorica in cambio del rallentamento, da parte di Barbieri, dei lavori di Piazza Bilotti a Cosenza, rallentamento che il governatore avrebbe preferito per motivi politici.
Nell’inchiesta “Lande Desolate”, condotta dalla Direzione investigativa antimafia di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri, Oliverio deve rispondere anche dell’accusa di abuso di ufficio: oggi, tra l’altro, a Catanzaro il governatore ha assistito all’udienza del Tribunale del Riesame nella quale si é discussa la richiesta di revoca dell’obbligo di dimora disposto nei suoi confronti nell’ambito della stessa indagine. “Non poco stupore ha suscitato in me e negli astanti il fatto che per resistere alle ragioni di un semplice abuso di ufficio abbiano addirittura partecipato ben tre procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, sostenendo ognuno a lungo le proprie ragioni, sovente uguali a quelle rese da chi era stato il primo ad intervenire”. Questo si legge in una nota diffusa oggi dall’avvocato Vincenzo Belvedere, legale del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. Nota diffusa dopo l’udienza del Tribunale del Riesame, e alla quale si riferisce. “Ho chiesto che al verbale di udienza fosse allegata la mia dichiarazione di sbigottimento per l’accaduto, posto che tale e’ “cortesia” riservata esclusivamente al presidente di una Regione – si legge nella nota – e che mai ad alcuno è capitato di assistere ad analogo “spiegamento di forze” per una ipotesi di abuso di ufficio semplice. Ce ne faremo una ragione! Siamo fiduciosi che il Riesame intenda quali sono state le ragioni che hanno mosso l’agire politico (nel senso aristotelico) del Presidente, che sono di esclusivo fine pubblico e non per avvantaggiar taluno o penalizzar tal altro. L’opera in parola e’ stata realizzata – si legge nella nota, in riferimento alla funivia di Lorica – non e’ una “landa desolata”, come la pessima definizione data all’operazione vorrebbe far intendere, tutto un territorio si avvantaggia del rifacimento di un obsoleto impianto di risalita e delle opere ad esso complementari. Melius re perpensa, la Procura, sulla base dei medesimi fatti, quelli dell’assurda ipotesi di aver richiesto il rallentamento dei lavori di Piazza Bilotti in Cosenza, ha notificato al Governatore un’informazione di garanzia per il reato di corruzione di cui all’art. 319 c.p., – riporta ancora il comunicato – in quanto avrebbe agito “per un mero tornaconto politico”. Quando mai destituita di fondamento questa ipotesi! Nessuna novita’ e nessun aggravamento di posizione, quindi! Anzi, correzioni improbabili (in corso d’opera) di tiro accusatorio, che denotano labilità indiziarie evidenti”. (AGI)