Cronaca

“Non è più tempo di parole”, le imprese crotonesi danneggiate dalla tromba d’aria di novembre chiedono fatti

Non è più tempo di parole, ma di fatti. È quanto sottolineato a gran voce questa mattina, nel corso del consiglio camerale straordinario svoltosi nella sede della Metal-Carpenteria convocato per discutere dei danni che la tromba d’aria dello scorso 25 novembre ha provocato a numerose aziende del territorio.

I numeri del resto parlano chiaro: 120 aziende colpite, 15 milioni di danni e nessun indennizzo non essendo stato riconosciuto lo stato di calamità naturale.

Un territorio e imprese storiche completamente ignorato, nonostante i danni evidenti subiti, la Protezione civile ha fatto tutti i sopralluoghi dovuti ma purtroppo non ha ritenuto tali i danni da consentire lo stato di emergenza, a differenza di quanto invece avvenuti in altri territori colpiti dallo stesso tornado.

Grande amarezza ma soprattutto innumerevoli sacrifici che stanno piegando ancor di più l’economia.

L’incontro è stata infatti l’occasione per raccogliere, ancora una volta, i malesseri e la delusione degli imprenditori che oggi, in totale solitudine si trovano ad affrontare i problemi legati al mantenimento delle proprie strutture e delle unità lavorative al loro interno.

A tale proposito, il Consiglio della Camera di Commercio di Crotone ha deciso di inviare una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ma soprattuto un’azione legale nei confronti di quanti sono responsabili del mancato risarcimento alle aziende che hanno subito ingenti danni a seguito della tromba d’aria del 25 novembre. Tra le altre iniziative, la Camera di Commercio intende investire del problema UnionCamere Nazionale.

A fine giugno infatti, nel corso dell’assemblea nazionale di Unioncamere, le istanze degli imprenditori crotonesi verranno portate alla ribalta nazionale affinché trovino spazio in un panorama molto più ampio.

Un dibattito franco tra imprenditori che hanno evidenziato come sia ancora più difficile lavorare dopo i danni subiti, com’è noto alle aziende non è stata riconosciuta neppure la sospensione tributi così come era stato richiesto attraverso il decreto “Crescita”, provvedimento bocciato dalla Camera.

Diverse le proposte venute dal tavolo che ha fatto registrare la presenza del mondo sindacale e degli organi professionali e di Confindustria, grandi assente la Regione Calabria, il Comune di Crotone così come la Provincia.

Tra le proposte, prima fra tutte la condivisione, da parte delle aziende colpite, della causa legale avviata dagli imprenditori Sergio Torromino (MetalCarpenteria), Franco Carraro (Carmet) e Francesco Graziani (Graziani Francesco &. C.S.A.S.).

Da più parti l’esigenza di mettere in campo azioni continue affinché non si abbassi la guardia sul mancato riconoscimento dello stato di calamità che ha messo in ginocchio l’economia sana di un territorio.

Tra le diverse proposte avanzate: l’organizzazione di sit in a Roma , consigli camerali allargati, disobbedienza fiscale, sgravi contributivi e fondi di garanzia che consentano il ripristino delle attività alle aziende danneggiate

A proposito della sospensione dei tributi e dei contributi l’onorevole Elisabetta Barbuto, che ha preso parte ai lavori del consiglio, unitamente al consigliere comunale Ilario Sorgiovanni, ha reso noto che nello “Sblocca cantieri” è stato presentato un ordine del giorno che verrà preso in esame dal Governo. La deputata del M5S ha inoltre ribadito il suo impegno al fianco degli imprenditori e del territorio.

Un territorio che chiede giustizia quello crotonese così come sottolineato dal presidente della Camera di Commercio Alfio Pugliese. “La convocazione del Consiglio camerale straordinario aperto non è altro che un ulteriore prova della vicinanza e del sostegno che intendiamo offrire alle imprese, nell’ottica del rilancio della vessata economia locale e ai fini di una repentina soluzione”.

All’incontro hanno inoltre preso parte i sindaci di Petilia Policastro Amedeo Nicolazzi e di Belvedere Spinello, Rosario Macrì.