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Nicholas Green, a 25 anni dalla scomparsa i genitori tornano a Polistena e visitano il Commissariato

I GENITORI DI NICHOLAS GREEN AL COMMISSARIATO DI P.S. DI POLISTENA.
A 25 anni dalla scomparsa del figlio, stamattina i coniugi Green, hanno fatto visita al Commissariato di P.S. di Polistena. Nicholas Green morì tragicamente a causa di un agguato da parte di due malviventi sulla autostrada Salerno – Reggio calabria, e i genitori sono tornati in Italia per il 25 anniversario della morte, esprimendo il desiderio di visitare il Commissariato dove si recarono subito dopo la sparatoria.
La visita è stata un momento molto emozionante poiché i Green hanno rivisto i luoghi dove ebbero il primo supporto da parte della Polizia di Stato, incontrando gli (allora) agenti che li soccorsero nelle immediatezze del fatto. A questi infatti hanno espresso la loro gratitudine per la professionalità, la prontezza e la sensibilità dimostrate in quei momenti concitati e drammatici del 29 settembre 1994. Da quell’evento tragico, dopo che i coniugi autorizzarono l’espianto dei suoi organi, oltre alla speranza per sette persone, scaturì un’ondata di solidarietà che fece triplicare le donazioni. Ai genitori di Nicholas il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, ha donato una targa per ricordare un gesto che ha generato amore e solidarietà. “E’ difficile – ha detto Maggie Green – tornare nel luogo dove abbiamo passato la peggiore notte della nostra vita, ma non possiamo dimenticare tutti gli incontri che abbiamo fatto qui, contrassegnati dal calore e dalla generosità delle persone”.”Ovviamente Reg – ha aggiunto la mamma di Nicholas – è ritornato molte volte. Io invece non torno in Italia da quasi vent’anni. Sono rimasta a casa a prendermi cura dei nostri figli e quando sono cresciuti ho avuto il mio lavoro da portare avanti. Perdere Nicholas è stata la cosa più dura che mi sia mai capitata. Ma donare i suoi organi non è stata una scelta difficile. Che lui sia riuscito a salvare altre giovani persone è un miracolo medico. Che queste vivessero nella sua nazione preferita sembra semplicemente giusto”. “E’ difficile credere – ha sostenuto, da parte sua, Reginald Green – che sia passato tanto tempo: lo ricordo così chiaramente. Dopo l’oscurità della notte mentre correvamo qui, fu uno choc vedere improvvisamente l’ospedale infiammato di luci. Ancora più scioccante fu il contrasto tra tutta la conoscenza e la compassione, tutta la bontà, raccolta dentro questo edificio e l’insensata brutalità della strada. Qui c’erano due mondi a distanza di pochi chilometri l’uno dall’altro, che avevano dei punti di vista completamente diversi su come vivere: uno razionale, pieno di speranza e generoso, l’altro avido, cattivo ed egoista”. “Molti Italiani – ha detto ancora Green – hanno detto di aver provato vergogna per quanto successo, ma noi non abbiamo mai pensato che l’Italia avesse premuto il grilletto: furono solo due uomini arrabbiati che volevano così tanto una cosa da non preoccuparsi delle vite che avrebbero rovinato e sarebbe potuto accadere ovunque”. Commovente a distanza di 25 anni il grazie dei genitori di Nicholas ai medici dell’ospedale di Polistena e agli agenti del Commissariato di Polizia dove si recarono per effettuare la denuncia di quanto era accaduto. Tra loro anche alcuni che quella sera erano in servizio e si prodigarono con umanità per sostenere due genitori devastati dal dolore.
(foto Questura Reggio Calabria)