Politica

Per Murgi e Guglielmelli “gesto stalinista” il commissariamento delle Federazioni PD di Cosenza e Crotone

La decisione assunta dal Segretario Nazionale del PD di Commissariare le federazioni di Cosenza e Crotone è stata duramente contestata nel corso di una conferenza stampa, svoltasi a Crotone indetta da Gino Murgi e Luigi Guglielmelli entrambi sostenitori della candidatura di Mario Oliverio alla guida della Regione Calabria.
“Siamo qui a vivere un momento che non avremmo mai voluto vivere – ha sostenuto Gino Murgi segretario della Federazione di Crotone – ma con grande dignità andiamo avanti. Riteniamo che non ci siano i presupposti per questo commissariamento e ci opporremo.Si commissaria la Federazione di Crotone perché questa non ha padroni. Sono un uomo libero – ha detto Murgi – che ha dato lustro al partito, che in 24 anni di attività amministrativa non ha mai ricevuto un provvedimento, un uomo che non ha mai abbassato la testa davanti a nessuno, nemmeno davanti a mio padre, figuriamoci se lo faccio davanti a Stefano Graziano (commissario regionale del partito). Oppure davanti a chi ha fatto cambiare la serratura della sede del partito”. La conferenza stampa, in effetti, era in programma nella sede del Pd che però è stata trovata chiusa, rendendo impossibile l’accesso, come è stato reso noto ai giornalisti. I due ormai ex segretari hanno annunciato il ricorso sia alla giustizia ordinaria che alla commissione garanzia, perché “intanto si è creato un precedente che può essere paragonato all’epoca staliniana – ha detto Luigi Guglielmelli – e poi perché non è stato rispettato lo statuto del partito, che prevede le primarie per la scelta di un candidato alla Regione, così come avevamo chiesto io e Gino. Ho appreso dagli organi di stampa di essere stato commissariato. Un commissario arrivato a freddo e che fa male, do 20 anni di iscrizioni al partito.Io – ha sostenuto Guglielmelli ho scritto a Zingaretti prima del commissariamento dicendogli che sono per l’unità di tutte le forze civiche, progressiste e di centrosinistra, perché non possiamo rischiare di riconsegnare la Regione alla forze di destra”.