La drammatica scomparsa di Denise Cosco, la figlia trentacinquenne di Lea Garofalo morta a Milano a venticinque anni dall’omicidio della madre e testimone chiave nei processi contro il clan del padre Carlo Cosco, continua a suscitare profondo cordoglio e riflessioni nell’intero tessuto sociale della Calabria.
A intervenire con una nota accorata è il Coordinamento “Belle Ciao” della CGIL Calabria, che ha espresso sgomento e vicinanza per una tragedia che riapre le ferite legate alla lotta contro la criminalità organizzata e alla tutela di chi decide di ribellarsi al potere mafioso.
«Denise, portando sulle spalle un peso insostenibile, ha avuto il coraggio di testimoniare contro gli assassini di sua madre», sottolinea la struttura sindacale regionale. «Una tragedia che chiude, in modo straziante, una storia di non rassegnazione e di ribellione alla cultura mafiosa, di coraggio e di dolore. La morte di Denise ci ricorda che la violenza mafiosa non uccide una volta sola: uccide le madri, ma continua a uccidere il futuro dei figli, lasciando ferite che le Istituzioni e la società troppo spesso non sanno curare e proteggere fino in fondo».
La coincidenza dell’età — trentacinque anni, gli stessi che aveva Lea Garofalo al momento dell’agguato nel novembre 2009 — rende ancora più dolorosa una vicenda che ha segnato la storia recente della regione e del Paese.
La CGIL Calabria, la cui sede regionale è intitolata proprio alla memoria di Lea Garofalo e di tutte le vittime innocenti della ‘ndrangheta, ha ribadito la necessità di rafforzare i percorsi di tutela effettivi per chi sceglie la via della giustizia.
«Rinnoviamo il nostro impegno civile nella lotta contro ogni forma di mafia e violenza patriarcale e chiediamo un pieno sostegno ai percorsi di protezione e accompagnamento dei testimoni di giustizia e dei loro familiari», conclude il Coordinamento Belle Ciao. «Come sindacato continueremo a tenere viva la storia di Lea e Denise nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei percorsi di educazione alla legalità, affinché il loro esempio di libertà non venga mai dimenticato».
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