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Milan – Crotone 2-1: Gli squali tentano il colpaccio ma Lapadula infrange i sogni di gloria nel finale

Era quasi riuscito il colpaccio storico al Crotone di Nicola. Gli squali perdono contro il Milan nei minuti finali ma escono dal lunch match di San Siro a testa alta. I rossoblu hanno fornito un’ottima prova sia sotto il punto di vista del gioco che del carattere messo in campo. Purtroppo però tutto questo non è servito a portare in Calabria i tre punti e sfatare l’ormai funesta tradizione dei goal subiti nell’ultimo quarto d’ora di gara. Gli ospiti si erano portati in vantaggio con Falcinelli al 27′, ma negli ultimi scampoli della prima frazione i padroni di casa sono riusciti a riportare in equilibrio il risultato grazie alla rete di Pasalic sugli sviluppi di un calcio piazzato. Nella ripresa Cordaz para anche un rigore a Niang, ma l’estremo difensore pitagorico non può far nulla contro Lapadula che all’86 sigla il definitivo 2-1 e spegne inesorabilmente i sogni di gloria del Crotone.

Ennesima illusione per la squadra di Nicola dunque, tornata per la terza volta nel giro di un anno a calcare l’erba della Scala del Calcio. Il tecnico piemontese non cambia modulo per l’occasione ma promuove Stoian e Capezzi nell’undici iniziale al posto di Barberis e Palladino, schierando sulla sinistra Martella per sostituire l’infortunato Mesbah.
Montella invece fa turnover in mezzo al campo con Sosa e Pasalic che si vanno ad affiancare a Locatelli nel centrocampo a tre, chiavi dell’attacco consegnate a Lapadula, supportato da Suso e Niang.

Partita vivace che vede il Crotone giocare a viso aperto sin dai primi minuti. Il Milan è padrone del campo, mantiene il possesso e gioca corto ma gli squali riescono a chiudersi bene e ripartire, non disdegnando i vari tentativi da fuori come quelli di Capezzi (8′) e Trotta (11′) che però non riescono a mettere i brividi a Donnarumma. Anche i padroni di casa scelgono il tiro dal limite per provare a sbloccare il risultato: al 20′ è Niang che prova a sorprendere Cordaz ma il pallone termina alto sopra la traversa. Quando il Crotone trova campo e parte in contropiede dimostra di saper essere letale. Ed è proprio sfruttando un contropiede che gli squali confezionano il vantaggio al 27′: Trotta gestisce la sfera pescando Rohden libero sulla destra, lo svedese – seppur contrastato da un difensore rossonero – riesce a trovare il tempo giusto per servire Falcinelli che insacca indisturbato. Quinta rete in rossoblù per l’ex Sassuolo. Crotone in vantaggio a San Siro. L’apoteosi pitagorica dura però poco più di dieci minuti. La reazione milanista non si lascia attendere. Dopo un notevole pressing ai danni della formazione di Nicola, il Milan trova il pari sugli sviluppi di un corner. Al 40′ Rosi si perde Pasalic che appoggia comodamente di testa il pallone dell’1-1.

Nella ripresa i padroni di casa salgono nettamente in cattedra. I rossoneri illudono al 48′ con un pallone che balla pericolosamente sullo specchio della porta, ma la grande chance per il sorpasso è al 53′ con l’arbitro Di Bello che concede un calcio di rigore al Milan per un contatto tra Crisetig e Lapadula. Sul dischetto si presenta Niang, il francese calcia a mezza altezza, Cordaz intuisce e ci mette la manona tenendo a galla i suoi. Il risultato rimane in bilico solo fino all’86’. Calcio piazzato nei pressi dell’area, palla sporca che arriva tra i piedi di Lapadula ed è 2-1.
Tripudio rossonero.

Il Crotone perde ancora. Perde giocando bene, tenendo testa all’avversario, offrendo buoni spunti, portandosi in vantaggio contro la seconda in classifica. Ma non basta. Questa squadra purtroppo perde e non riesce a raccogliere punti sprecando puntualmente i match point offerti dalle concorrenti alla salvezza. Non è sicuramente a San Siro che bisogna far punti, ma le occasioni perse nell’ultimo quarto d’ora, come quella di oggi, iniziano ad essere un po’ troppe. Errori di concentrazione che non si potranno ripetere sabato allo Scida. In Calabria arriva il Pescara, una sfida salvezza che può essere quasi considerata un “dentro o fuori”, una sfida in cui l’unico risultato utile per i rossoblù è la vittoria. Bisogna crederci.