Un clima sociale sempre più lacerato e un dibattito pubblico esasperato che rischia di trasformare un’emergenza umana in terreno di scontro politico. È la denuncia sollevata dal coordinamento cittadino di DemoS – Democrazia Solidale Crotone, intervenuto sull’annoso nodo della presenza di persone senza dimora presenti nelle vie della città pitagorica e sulla gestione dell’accoglienza straordinaria sul territorio.
L’analisi del movimento muove dalla necessità di riportare la discussione sui binari dei fatti reali, evitando di alimentare inutili allarmismi o rincorse propagandistiche per raccogliere consensi facili sulla pelle della cittadinanza e dei più fragili.
Dalle fila di DemoS si evidenzia come la realtà dei flussi sia profondamente mutata nel tempo. Crotone non fa più i conti unicamente con i frequenti sbarchi lungo le coste, ma deve gestire spostamenti via terra e percorsi secondari che vedono giungere in città persone in transito o in attesa di definizione della propria posizione amministrativa.
A questo quadro si aggiungono gli effetti delle recenti riforme legislative approvate a livello nazionale ed europeo, dal Decreto Cutro fino alle restrizioni applicate ai cosiddetti “dublinanti”. Aver ristretto le tutele formali e l’accesso ai circuiti d’accoglienza ordinari, fa notare il movimento, ha finito per scaricare sui centri urbani la presenza involontaria di esseri umani rimasti privi di un riparo e di assistenza di base.
Sulla gestione dell’ultima fase emergenziale, DemoS ha richiamato le posizioni espresse dall’eurodeputato Mimmo Lucano, definendo doveroso l’intervento messo in campo dalla Prefettura di Crotone per disporre il trasferimento di diversi gruppi di persone accampate e alleggerire la pressione sulle vie cittadine.
Tuttavia, l’associazione sottolinea come l’azione a posteriori non basti a risolvere la criticità alla radice. Da qui la richiesta formale rivolta agli organi di Governo, al Prefetto e alle amministrazioni locali per l’apertura permanente di un tavolo di confronto istituzionale. L’obiettivo dichiarato è quello di mappare con precisione il fenomeno e programmare interventi flessibili, capaci di coniugare il rispetto della dignità umana con la tutela della vivibilità e del decoro degli spazi pubblici.
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