Politica

Mediterraneo Possibile: I cambi di casacca a Crotone un malcostume politico

Nel più completo sbando cittadino che imperversa, non è del tutto strano se anomale mosse sullo scacchiere Crotonese, come quelle operate da e nella amministrazione comunale, passino nell’indifferenza o siano percepiti come normali per la cittadinanza. E’ quanto sostiene, in una nota Davide Dionesalvi, dopo l’ingresso nel gruppo di lavoro del sindaco di Crotone , Ugo Pugliese dell’ex consigliera comunale Claudia Scarriglia. “Non è trascorso che un solo mese – scrive Dionesalvi – dalla lettera con cui la consigliera comunale Scarriglia comunicava al sindaco Ugo Pugliese ed al presidente del Consiglio Comunale Serafino Mauro, citiamo testualmente, “dinamiche personali non mi consentono più di svolgere questo compito e attività come ho sempre fatto e come avrei voluto continuare a fare” che ecco subito il provvidenziale soccorso del primo cittadino a dare alla ormai ex consigliera l’opportunità di perseguire le attività cui è vocata. Cosa è cambiato da allora? E’ successo che il primo decreto sindacale di questo nuovo anno ufficializza la nomina di un nuovo membro nell’Ufficio di supporto agli Organi di direzione politica.
Ci viene da pensare che se la regola prevede un posto in staff per ogni attivista politico, allora “Ugo assumici tutti!” Ma non ci illudiamo e leviamo al primo cittadino questo ipotetico gravame.
Tra l’altro ci ha sempre carezzato l’idea che negli organi si staff si debbano chiamare professionisti deputati alla intercettazione di fondi europei, ma sappiamo che per alcuni questa è fantascienza! Rimane però una conferma, che ci tocca purtroppo registrare. Ancora una volta infatti paghiamo le conseguenze di campagne elettorali povere di contenuti e di progetti, in cui i voti rimangono solo contati e non pesati, senza alcuna visione dell’orizzonte politico. Non ci meraviglia quindi – conclude Dionesalvi – vedere cambi di casacca da un “progetto” politico ad un altro, perché era già scritto e voluto così. In fondo non ci vuole molto, basta rinunciare alla militanza ed alle bandiere sin dal momento della scelta dei candidati”.