Politica

Mattarella: possiamo vincere la sfida più importante: dare un futuro brillante, ai giovani della Calabria

Accolto dal Presidente della Regione, Mario Oliverio, dal Presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno e dal sindaco Sergio Abramo alle 15,10 il capo dello stato è giunto a Germaneto.

Come previsto prima dell’inaugurazione della Cittadella Regionale, breve incontro con Oliverio e visita degli uffici, mentre i 409 sindaci calabresi attendevano unitamente alle autorità politiche e religiose nell’atrio della Cittadella.

Alle 15,30 Mattarella fa il suo ingresso accolto dal rullo dei tamburi e dall’Inno di Mameli.

Il primo a prendere la parola il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, seguito dal giovane presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto, è stata poi la volta di Mario Oliverio.

Una visita veloce ma la prima ha ricordato il Capo dello Stato, dall’avvio del suo mandato in una struttura regionale.

Sono lieto – ha sostenuto il Capo dello Stato -di essere con voi all’inaugurazione della Cittadella regionale, che rappresenta per la Calabria un traguardo e, al tempo stesso, un punto di partenza.

Mi auguro ora che il risultato raggiunto diventi un elemento di coesione, e che ci sia una ricaduta di fiducia anche nel confronto politico, stimolando l’azione legislativa e di governo regionale, rafforzando il legame tra istituzioni e cittadini, consentendo ai protagonisti di riconoscere sempre, anche nella competizione tra idee e proposte diverse, ciò che attiene al bene comune e agli interessi primari della società.

Dobbiamo saper cogliere  l’occasione – ha detto ancora Mattarella – perché un cambiamento positivo raggiunga i cittadini, le imprese, le comunità locali, e perché, dopo questi duri anni di crisi economica e finanziaria, si avvii finalmente, con successo, una stagione di sviluppo.

La Calabria, il Meridione, e l’Italia, meritano che la giornata di oggi segni la volontà di una ripartenza.

L’Italia ha bisogno dello sviluppo del Sud. Non ci sarà crescita piena, neppure nelle Regioni più forti, senza una crescita del Meridione.

L’unità del Paese è indispensabile per superare le nostre fragilità, per la nostra uscita dalla crisi, per il rilancio dell’economia, per consentirci di giocare un ruolo in Europa.

La rimonta della Calabria dipende anzitutto dai calabresi, così come per ciascuna delle Regioni meridionali ha sottolineato ancora il Capo dello Stato che nel suo discorso si è inoltre soffermato sul bisogno di lavoro.

Creare nel Paese il lavoro che manca è la prima delle priorità ha detto Mattarella. Dare un futuro ai giovani, in Calabria come in Italia, è condizione della tenuta stessa della nostra nazione. Ogni discorso sulla ripresa deve necessariamente affrontare questo nodo.

Il contesto è particolarmente difficile, ma lo scoramento va combattuto con la serietà dei propositi e con la coerenza dei comportamenti, perché riuscirvi è possibile.

La buona politica, insomma, ha molto da fare. E guai a nascondersi dietro vecchi alibi, funzionali al permanere dello status quo.

In una terra come la Calabria e alla luce del risultato ottenuto oggi dalle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata il Capo dello Stato ha sottolineato che il contrasto alla criminalità organizzata e la battaglia per l’affermazione della legalità restano pietre angolari di ogni progettualità politica.

La Calabria non è sola ha detto Mattarella. Lo Stato non è lontano. La Calabria è parte integrante e inseparabile della vita dell’Italia e la coinvolge. La questione, quindi, interpella e richiama la coscienza civile di tutte le istituzioni. Lo Stato è a fianco di chi lotta per estirpare la pianta malavitosa. Lo Stato ha i volti e l’animo dei magistrati e degli uomini delle forze dell’ordine, che ogni giorno combattono le infiltrazioni criminali, gli affari delle cosche, i traffici di stupefacenti, da loro gestiti, ormai, su scala internazionale, le estorsioni che contribuiscono invece a irrobustire la loro rete territoriale. I successi che forze di polizia e magistratura ottengono sono ossigeno per la società calabrese, che deve aver fiducia e saper reagire. Lo Stato ha il volto della vita di ogni giorno. Lo Stato siamo tutti noi.

Non sono mancati i riferimenti alla cultura leva importante di sviluppo, è componente essenziale della qualità italiana, tanto apprezzata e richiesta nel mondo. La Calabria ha tradizioni culturali forti e antiche, e ha dato un contributo importante al pensiero, alla letteratura, alla scienza, come testimoniano tanti suoi figli illustri – senza tornare troppo indietro nel tempo – da Mattia Preti a Umberto Boccioni,  da Corrado Alvaro a Leonida Repaci, da Francesco Cilea a Renato Dulbecco. La cultura rappresenta elemento propulsore della crescita sociale. E parlando di ricchezze Mattarella ha sottolineato le ricchezze naturali  della Calabria che vanno dal mare alle montagne: i calabresi devono riconquistarle appieno per offrirle a tutti coloro che vogliono ammirarle. D’altra parte, i tempi nuovi attribuiscono giustamente all’ambiente un valore sempre maggiore. Senza compatibilità ambientali non ci sarà vero sviluppo sostenibile e duraturo, mentre dalla bellezza e dalle energie proprie di un territorio possono scaturire molteplici vantaggi economici prima non considerati adeguatamente.  Il mio, in definitiva, ha concluso il Capo dello Stasto, vuole essere un augurio sincero. E un incoraggiamento. Vi sono problemi impegnativi da affrontare. Ma, se riusciremo a far esprimere e valorizzare le risorse morali e le energie civiche che qui sono presenti, possiamo vincere la sfida più importante: dare un futuro, un futuro brillante, ai giovani della Calabria.