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L’uovo di cioccolato, simbolo della Pasqua: i consigli della nutrizionista Chiara Polimeni

La Pasqua è ormai dietro l’angolo e in ogni casa non può mancare l’uovo di cioccolato, il simbolo di questa festività.
Il tradizionale scambio delle uova ha origini molto antiche, risale, infatti, alle culture pagane l’usanza di regalarsi proprio delle uova, all’inizio della primavera, come simbolo di vita nuova, per celebrare la rinascita della natura. Con il cristianesimo, l’uovo diventa il simbolo della rinascita di Gesù.

Ma veniamo a noi, quale uova di cioccolato scegliere? Un consiglio è quello di scegliere in base alla qualità del cioccolato, non in base alla sorpresa, prestando particolare attenzione alla lista degli ingredienti.

Gli ingredienti sono indicati in ordine decrescente di quantità (dal più presente al meno), pertanto il primo ingrediente che dobbiamo trovare nel cioccolato è la pasta di cacao, seguito dal burro di cacao; se compaiono oli o grassi vegetali diversi dal burro di cacao, ci troviamo davanti a un cioccolato di bassa qualità. Gli altri ingredienti sono zucchero e aromi, solitamente la vaniglia; nel cioccolato al latte viene aggiunto il latte, generalmente in polvere. Inoltre, alcuni produttori aggiungono la lecitina, che facilita l’emulsione degli altri ingredienti.
Altra caratteristica da considerare è la percentuale di cacao, indicata sulla confezione: più alta è la percentuale della pasta di cacao, minore è il contenuto di zuccheri, per cui il cioccolato risulterà più “amaro”. Per legge, nel cioccolato fondente la percentuale di cacao non deve essere inferiore al 45%, mentre nel cioccolato al latte non deve essere inferiore al 25%. Nel cioccolato bianco la pasta di cacao è totalmente assente.
Nella scelta del cioccolato, teniamo in considerazione che ciò che lo rende un alimento prezioso è proprio il contenuto in cacao, in quanto ricca fonte di flavonoidi, una classe di molecole antiossidanti, che svolgono importanti azioni benefiche sulla salute del nostro organismo, ed in particolare sulla salute dell’apparato cardiovascolare.
Alcune ricerche, infatti, hanno dimostrato che il cacao abbassa la pressione sanguigna, protegge l’endotelio, il tessuto che riveste i vasi sanguigni, favorisce la dilatazione delle arterie e previene un’eccessiva aggregazione delle piastrine che potrebbe generare emboli. È stato anche dimostrato che il cacao induce una diminuzione delle LDL, frazione “cattiva” del colesterolo, e un aumento del colesterolo HDL, il cosiddetto colesterolo “buono”.
Sembrerebbe, inoltre, migliorare la sensibilità insulinica e la funzionalità delle cellule pancreatiche con miglioramento delle vie di segnalazione dell’insulina nelle cellule epatiche.
Infine, anche il tono dell’umore ne trae beneficio, in quanto il consumo di cioccolato aumenta la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore noto come “ormone del benessere”.
Il consiglio è, quindi, quello di scegliere un cioccolato dal contenuto in cacao maggiore possibile. Per abituare il palato ad apprezzare il gusto amaro del fondente, si consiglia di iniziare con il cioccolato che abbia una percentuale di cacao pari o poco superiore al 65%, e di aumentare in maniera graduale tale valore.
Sebbene i benefici siano molteplici, bisogna ricordare che il cioccolato è pur sempre un alimento ad alto contenuto calorico. Deve essere pertanto consumato con moderazione, al massimo 10 gr al giorno, e nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata.
“Le indicazioni riportate nell’articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto con il medico. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista”

Dott.ssa Chiara Polimeni
Biologa Nutrizionista